Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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venerdì 6 marzo 2015

Non c'è avventura senza Video - There's no Adventure without videos: SWIMMING WITH DOLPHINS PT II



Non c'è Avventura senza video giusto? Mar Rosso what else?

TERZO video preparato per voi dall'Egitto: SWIMMIMNG WITH DOLPNINS PT II - MARSA ALAM

Buona visione


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DUGONGO

NUOTANDO CON I DELFINI

SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT


There's no Adventure without video, don't you think? Egypt, what else?

Here the THIRD video made for you from Egypt: SWIMMIMNG WITH DOLPNINS PT II - MARSA ALAM

Have a good vision

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DUGONGO

SWIMMING WITH DOLPHINS

SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT

A NIGHT DRIVE WITH LIONS

domenica 4 gennaio 2015

SIMONA ha una forte personalità. E' una persona positiva. Ed è tantissimo

Normalmente non parlo delle altre persone all’interno del blog, racconto storie con spunti di riflessione, perciò di solito non vedete post che raccontano le storie degli altri. Tranne quando queste storie sono così potenti da colpirmi. Simona ha una forte personalità. Simona mi ha colpito.

Simona viene dalla mia stessa città: Aosta. Lassù tra boschi e valli d’or…eh sì proprio da lì parte questa storia.

Simona è una expat (espatriata in gergo, cioè in inglese ;-) ) vive e lavora con suo marito in Germania.
La sua non è una storia di disperazione, non è una ricerca di lavoro o di soldi, quello ce l’aveva già, e anche piuttosto buono, un lavoro sicuro, un posto nel Fondo Sociale Europeo per la Regione Autonoma Valle d’Aosta, praticamente inossidabile. Inattaccabile. Stimolante e difficile da ottenere, dopo un concorso di quelli tosti, ha sbaragliato la concorrenza e si è presa quello che voleva, durissimo. “Ok è fatta giusto? Ormai ci sei, hai ottenuto un buon lavoro, ora puoi stare tranquilla no? Di che cosa ti preoccupi? Cosa vai cercando diamine, mettiti un po’ tranquilla Santo Dio!”

Simona ha una forte personalità.

Ha la netta sensazione che qualcosa non giri per il verso giusto, non vede il suo futuro, le sembra di salire su una giostra, anzi di essere obbligata a salire proprio su QUELLA giostra, e lei però non vuole salirci, la giostra appunto la decidono loro. Qualcosa in lei si smuove, ha dubbi, paure, le persone le diventano improvvisamente estranee, le sembra che non la capiscano, si confida e si trova non capita. Ma lei è “quella che fa quello che vuole non quello che deve” ha una certa esperienza lavorativa, e compie una scelta.

L’idea è di suo marito, non sua. Insieme fanno una valutazione della qualità della vita in relazione alle capacità lavorative e scelgono: sarà la Germania.

Compie un’altra scelta. Decide inizialmente di NON lavorare, ma di ambientarsi e studiare la lingua,
investe su sé stessa e si integra quasi subito. Vivono a Freising, non a Monaco e questo li aiuta parecchio, non c’è la confusione delle grandi città europee, c’è la Germania, quella vera. E lì scopre cosa vuole fare da grande, 3 cose: scrivere, ha un blog bellissimo e molto ben fatto, andate a dargli un’occhiata e seguitela (http://www.einespressobitte.com/); cucinare, una grande passione sviluppata proprio durante il periodo di ambientazione, perché per imparare e cucinare bene, bisogna dedicarcisi e lavorando tantissimo non è che hai tanto tempo per farlo non credete? “ sono diventata brava dedicandomi” mi dice con molta umiltà, ma io sospetto che sia sempre stata portata, e lavorare nel marketing, dove sviluppa le sue doti di comunicatrice.

Il blog in particolare è molto ironico e leggero, seppur affronti argomenti di un certo spessore perché “la gente non vive con leggerezza, ma sente un gran bisogno di averla” e comincia ad osservare gli altri expat, non solo italiani. Avverte un’energia negativa, una continua e pesante lamentosità, come un’attitudine a guardare al passato, a ciò che manca e non a ciò che può essere goduto nello stare in un altro paese ma, mi dice lei, e io non posso che essere assolutamente d’accordo, “ se costruisci muri è impossibile andare avanti, non ti stai integrando, stai rifiutando”. Costruisce il blog come lei sa fare e si mette completamente in gioco, mette alcuni paletti e regole precise: una critica deve essere fondata, non accetta la negatività fine a sé stessa, “sul web si sta con un obiettivo e se il tuo è distruggere, beh non sei un mio lettore e non voglio che tu mi legga, la polemica sterile la lascio al di fuori, io imparo da chi mi segue”. 


Non le interessa la notorietà, i likes su Facebook non sono importanti, accetta solo quello che rimane connesso alla sua mentalità, non vuole compromessi, devono essere cose attinenti ai suoi argomenti e alla sua visione, la pubblicità che ha e le collaborazioni sono scelte ed approvate da lei soltanto.

Dal blog emerge perfettamente la sua personalità, lei fa quello che vuole, non quello che deve.  

Questa forza le è venuta dopo una brutta esperienza di salute, lì ha cominciato a capire alcune cose di sé che poi perfezionerà in seguito con l’esperienza, ha imparato a stare con sé stessa, molti sono spariti, ma lei non si è persa d’animo, sono cose che uno non vorrebbe avere, ma che ti insegnano molto. Ha sviluppato questa forza di non piegarsi e dire sempre le cose come stanno, anche se questa forza l’aveva già, ha dovuto tirarla fuori e ora, beh, ora non molla mai.

Il messaggio del blog è arrivato forte e chiaro, recepito con grande rispetto: è una ricerca attiva della positività, un cambiamento di passo, anche nell’espatrio. La gente rivolge sempre lo sguardo su chi non si trova bene, alimentando la propria negatività, mentre il suo messaggio è opposto, guardando come uno riesce ad integrarsi, anche gli altri possono riuscirci, bisogna essere open minded. “bisognerebbe insegnare a guardare fuori dalla finestra, invece che nel cortile dell’altro diprezzandolo. Ci hanno insegnato ad appartenere: alla famiglia, alla religione, al partito politico. Io non appartengo a niente e nessuno, non sono una proprietà.” Ottima osservazione sulla condizione delle donne nel mondo, non solo in Italia. “non ho scelto io dove nascere, è stato un caso, sono italiana ma non appartengo al mio paese, non ho confini, posso andare dovunque” scardina con una frase l’ipocrisia di fondo che muove alcuni quando ti criticano per la scelta che hai fatto. “sono stata dipendente, imprenditrice, ho lavorato nel settore pubblico” ha indubbiamente contribuito per il “suo” paese.

È una rivoluzionaria, ha compiuto una scelta e questa è rispettabile ed indiscutibile in quanto tale, ed è profonda.

È felice, e questo conta. 

Ha raggiunto i suoi obiettivi e ha davanti a sé nuovi stimoli e nuovi obiettivi, ha un atteggiamento positivo in ogni campo. 
Prima era in una perenne adolescenza, mi racconta, ora l’inquietudine si è trasformata in fame di sapere, provare cose nuove, avere nuovi stimoli, non sente pressioni, condizionamenti, aspettative. “perché devo crearmi un problema dove non c’è? Se c’è lo affronto” e ancora” non riuscivo a fare niente di quello che volevo in Italia, niente di quello che gli altri si aspettavano da me” bisogna avere coscienza di sé e riconoscere i propri limiti ma anche i propri pregi, lo si può imparare tutti i giorni con molta umiltà. 

È un atteggiamento positivo il suo, con i piedi ben piantati per terra, prende sempre della positività dagli altri, anche quando sembra non esserci.


Simona ha una grande personalità. 

E si vede. 

Io la conosco da quando siamo adolescenti e ne sono orgoglioso

Ha compiuto una scelta.

Ha seguito il Coniglio Bianco e sta vivendo la sua Avventura, con positività. 



Vi ricordo il suo Blog: assolutamente da vedere e seguire: http://www.einespressobitte.com/

E se volete scrivere a Simona: 


Ah dimenticavo... ecco Simona durante le feste di Natale!!!!


venerdì 26 dicembre 2014

Non c'è avventura senza Video - There's no Adventure without videos: SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT



Non c'è Avventura senza video giusto?

Allora eccoci al terzo video preparato per voi: SANDWICH HARBOUR 4X4 EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Buona visione


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There's no Adventure without video, don't you think?

So, that's the third video made for you: SANDWICH HARBOUR 4X4 EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Have a good vision

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A NIGHT DRIVE WITH LIONS

giovedì 18 dicembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT II

Il gruppo degli elefanti si nutre indisturbato all'interno del corso del fiume.

E' incredibile osservare gli elefanti, mi lasciano sempre stupito e affascinato, ho scattato centinaia di fotografie e ogni volta riescono a stupirmi, sono animali di una bellezza antica e devastante, molto pericolosi se non ci si comporta adeguatamente, e molto delicati se invece li si lascia in pace. Un contrasto meraviglioso, adatto alla terra dove ci troviamo, il continente africano.
elephant's riverbed damaraland namibia
Elephants in the riverbed  - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
In genere il gruppo rimane abbastanza unito.
Anche se divagano di albero in albero e si spostano di qualche decina di metri, sono sempre vicini e attenti. Non sembrano considerarsi più di tanto, ma rimangono sempre in comunicazione visiva gli uni con gli altri, ad una attenta osservazione si può percepire una coesione visiva netta. Comunicano soprattutto con gli infrasuoni e quando decidono di andare, o meglio la matriarca decide di andare, tutto il branco si sposta con lenta, almeno nella maggior parte dei casi, determinazione. 
elephant's foot damaraland namibia
 Elephants foot - Damaraland Namibia
 ©Andrea Pompele All Rights Reserved


Mica poi tanto lenta comunque, sembrano camminare con calma, ma in pochi secondi sono già molto al di là delle nostre previsioni. Quando corrono possono essere imprevedibili e devastanti, purtroppo ho perso un amico in Mozambico a causa di una carica di elefanti improvvisa. Filippo era un ricercatore, di quelli bravi e aveva molta esperienza, ma si è trovato in una situazione estrema e senza possibilità di difendersi a piedi. Mi viene sempre in mente lui ogni volta che cerco gli elefanti.

Ma tornando a noi, "Grazie, meno male, stavi cominciando a metterci un po' di ansia, oltre che un'infinita tristezza." " Eh a chi lo dici..." 

Il gruppo si muove. E si muove dapprima lentamente. Io cerco di posizionare il Land Rover per osservare una femmina con il suo cucciolo in modo da non disturbarli e non voglio restare per troppo tempo, bisogna avere rispetto e dedizione, oltre che mettersi in sicurezza. Mentre sto facendo manovra, un altro 4X4 si posiziona dietro di noi, impedendomi la visuale. Il solito problema: sarebbe meglio non ci fossimo o per lo meno che l'intelligenza di ognuno ci permetta di non ostacolare l'altro, ma
calf elephants namibia damaraland
Elephant's calf - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
non sempre è così.Mi passa davanti un'altra femmina a pochi metri di distanza, con un cucciolo piccolo e un fratellino più grande, che si mostra parecchio interessato al Land Rover. Talmente interessato che avanza rapidamente verso di noi. la femmina si gira di scatto, il piccolo non si accorge di nulla, va beh, è un piccolo, deve esplorare, ed è davvero buffo e tenero vedere che prosegue goffo e veloce senza una meta precisa. Il fratello più grande non cede interesse e continua, è a qualche metro e non posso muovermi, 
indietro non posso andare, la macchina dietro di me mica si sposta, figuriamoci, e fare manovra non è né veloce, né pratico, né tanto meno efficace. Decido di stare fermo e intimo ai miei ospiti nella maniera più dolce e democratica che contraddistingue i miei modi signorili in certe situazioni, di stare tranquilli, non agitarsi e per favore fare silenzio. 

"See come no? e noi dovremmo crederci?" "Chiedete ai miei ospiti! Uff, poca fiducia nelle mie capacità democratiche eh?" 

Per fortuna sono stranieri. Olandesi una coppia, inglesi le altre due. E mi ascoltano.

Il giovane si avvicina, con la proboscide tocca lo specchietto e poi il mio braccio, immobile sulla portiera. Una sensazione indescrivibile, morbida e decisa. essa esplora, per una manciata di secondi, mi hanno riferito, che a me sono sembrati 5 minuti, la mia pelle. Mi annusa, mi palpa, mi fa rizzare i peli delle braccia e d'improvviso si gira e se ne va. La madre, sempre ferma, non ha tolto lo sguardo dal suo cresciutello piccolo, e per fortuna non si è mossa. Ospiti ammutoliti, emozione nelle vene scorre sotto forma di adrenalina, i muscoli sono pietrificati e senti un calore lungo il corpo che ti ha reso praticamente una stufa.
elephan's crossing damaraland namibia
Elephants crossing - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Lascio passare il branco intero e do un'occhiataccia alla guida dietro di me, che più tardi si scuserà di avermi messo in quella situazione. Gli ospiti non parlano ma sono visibilmente emozionati. Beh non è da tutti i giorni in effetti. 

Più tardi ho analizzato bene la situazione: ho fatto la scelta giusta. Se avessi tentato di muovere il veicolo, l'elefante avrebbe potuto spaventarsi ed attaccarmi, se mi fossi agitato idem, mentre era semplicemente curioso di sapere chi fossimo, una curiosità tutta giovanile.

Ho riconosciuto le sue intenzioni. 

Proseguiamo ad osservare il gruppo e lo osserviamo ancora un po' dopodiché ci dirigiamo al villaggio.

Il villaggio appartiene alla popolazione dei Riemvasmakers popolo deportato dal Sud Africa in seguito alle leggi sulla ricollocazione delle etnie durante il regime dell’Apartheid. È un villaggio piccolo e tranquillo, popolato da donne e bambini, gli uomini lavorano altrove e tornano periodicamente a far visita alle famiglie. Qui prendiamo un caffè e ascoltiamo la storia del popolo e del villaggio. E naturalmente vediamo un altro gruppo di elefanti attraversare la pianura dalle montagne e dirigersi alla pozza. Molto vicini al villaggio. Ogni tanto qualcuno di essi entra tra le case ma la popolazione non si scompone più di tanto, basta fare un po’ di rumore e avere la dovuta attenzione e i pachidermi se ne vanno senza danni…o quasi. Ogni tanto tirano giù qualche recinto e fanno scappare le capre, ma è accettabile.

Una convivenza meravigliosa.

elephants damaraland namibia safari
Elephants - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Come vi dicevo in precedenza (IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT I), la comunità ha capito che la fauna selvatica è una risorsa e non una minaccia e la protegge come se fosse sua. E in parte lo è, è la loro terra, quindi è logico no? Dopo la sosta proseguiamo per quello che sarà il nostro pranzo sul corso del fiume e risaliamo verso il Damaraland camp. Qui trovo un albero molto grande di Ana tree (Faidherbia albida) e decido essere il nostro luogo ideale. mi fermo e faccio scendere i miei ospiti, dopo aver accuratamente osservato la zona. un'altra bella esperienza comincia, il River lunch, il pranzo sul letto del fiume. Non c'è niente di più bello che pranzare sotto un albero di Faidherbia albida all'aria aperta in the middle of the desert. Primo, secondo, contorno, formaggio (Blue Cheese, simile al Gorgonzola), carne secca (Biltong), salsicce essiccate sud africane (Droëwors), birra, vino, frutta, caffè ed...elefanti in lontananza che ci osservano.
Ad un certo punto ci vengono incontro e ci passano vicini, relativamente, e comunque avevo messo già via tutto e gli ospiti erano sul Land Rover, a terra rimanevo solo io.

La sicurezza innanzitutto! 


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Africa, the mother land: Namibia. HOW IS IT? VEEEEERY VERY HOT

young bull damaraland namibia
Young bull - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved


ENGLISH VERSION

The group of elephants eats undisturbed along the river.

It's amazing to observe elephants, I'm always amazed and fascinated, I took hundreds of photographs and every time they amaze me, they're animals with an ancient and devastating beauty, very dangerous if you don't behave properly, and very delicate if you leave them in peace. A wonderful contrast, suitable to the land where we are, the African continent.

Typically the group remains fairly united.

Even if they ramble from tree to tree and move a few tens of meters, they're always close and careful. It's not seems that they consider each other that much, but they always remain in visual communication, under careful observation you can perceive a clear visual cohesion.

They communicate mostly with infrasounds and when they decide to go, or rather the matriarch decides to go, the whole herd moves with slow, at least in most cases, determination. Not that much slower, however, they seem to walk calmly, but in a few seconds they're already far beyond our expectations. When they run, they can be unpredictable and devastating, unfortunately I lost a friend in Mozambique due to a sudden charge of elephants. Filippo was a researcher, the good one and had a lot of experience, but he found himself in an extreme situation, and no opportunity to defend themselves by foot, he died. I always think of him every time I search for elephants.

But back to us, "Thank you, thank goodness, you were beginning to put in us a little anxiety, as well as an infinite sadness." "Eh you know .." 

The group moves. 

It moves slowly at first. I try to place the Land Rover to observe a female with her cub in a way to not disturb them and I don't want to stay too long, you have to have respect and dedication, as well as maintain yourself safe. 
While I'm handling the car, another 4X4 ranks behind us, preventing the view. The usual problem: it would be better we did not, or at least that the intelligence of everyone let us not hinder the other, but it's not always possible. 
Another female passes in front of us far just few meters, with a little puppy and a larger brother, which shows us to be quite interested in the Land Rover. So interested that advancing rapidly towards us. Female whirls, the baby does not notice anything, okay, he's young, he should explore, and it's really funny and tender to see how continues clumsy and fast aimlessly. The older brother does not yield interest and continues, he is few meters far and I cannot move, I cannot go back, the car behind me doesn't moves, and handle the car is neither fast, nor practical, nor effective . I decide to stay still and intimate to my guests in the most gentle and democratic way that distinguishes my manners, in certain situations, to be calm, do not get excited and please be quiet. 

"We should believe it?" "Ask my guests! So, just little confidence in my democratic capabilities?"

Luckily they are foreigners.  A Dutch couple, English the other two couples. They listen to me. 
The young elephant approaches us, with its trunk touches the mirror and then my arm, still on the door. An undescribable feeling, soft and firm. It explores, for a handful of seconds, that to me seemed to be five minutes, .He smells my skin, touches my arm and suddenly turns around and walks away. The mother, always firm, did not remove her eyes from her grown-small, and luckily did not move.

Guests speechless, emotion flowing in the veins in the form of adrenaline, the muscles are petrified and felt a warmth along the body that made you practically a stove.

I let pass the whole herd and do a glare to the guide driving behind me, who later apologizes for putting me in that situation. 
Guests don't speak but they are visibly excited. 
Well in fact it's not common every day. 

Later I analyzed the situation: I made the right choice. If I tried to move the vehicle or had fidget myself, the elephant could get scared and attack me, while he was simply curious to know who we were, a young curiosity. 
I recognized his intentions. 

We continue to observe the group and then we go to the village.

The village belongs to Riemvasmakers people, deported from South Africa following the laws on the relocation of ethnic groups during the Apartheid regime. It is a small and quiet village, populated by women and children, men work elsewhere and come back regularly to visit family. 
Here we take a coffee and listen to the story of the people and the village. And of course we see another group of elephants cross the plains from the mountains and go to the waterhole. Very close to the village. 
Occasionally one of them enters the village but the population don't do anything, just make a little noise and pachyderms leave no damage ... or almost. Sometimes they pull down the fence and make escape the goats, but it is acceptable.

A wonderful coexistence.

As I said earlier (THE ELEPHANT'S RIVER PT I), the community has realized that the wildlife is a resource and not a threat and protects it as his own property. And in fact it is, is their land, so it is logical don't you think?

After this break we go for the lunch on the riverbed along the road back to Damaraland camp. Here I find a very large Ana tree (Faidherbia albida) and I decide it will be our ideal. I stop and I moved down the car the guests after having carefully observed the area. Another beautiful experience begins: the River Lunch, lunch on the river bed. There is nothing beautiful as having lunch under a Faidherbia albida tree outdoor in the middle of the desert. First course, main course, cheese (Blue Cheese), Biltong, dried South African sausages (Droëwors), beer, wine, fruit, coffee and ... elephants watching us.

They pass  next to us, relatively, and in any case I had already put everything into the car and guests were on the Land Rover, on the ground I was alone.


Safety first!

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venerdì 12 dicembre 2014

FOTOGRAFI, VALE LA PENA DARCI UNO SGUARDO. Parte IV

Ancora 3 fotografi anzi (4 a dire la verità): 3 professionisti, 2 donne e 2 uomini. 2 ragazze brave anzi bravissime, 2 grandi amici, 1 bella, giovane, brava e talentuosa, difficile descrivere Irene...Francesca idem, e sempre alla ricerca. Samuel e Fabri, siam cresciuti insieme, ma loro sono andati molto più avanti di me, sono creativi a dir poco geniali. Vedere per credere. Se amate la Fotografia, se amate la Ricerca, se amate la Creatività non potete non dargli un'occhiata! Che diamine ragazzi, non fate i timidi digitali...

Another time 3 photographers (4 indeed): 3 professionals, 2 women and 2 men. 2 girls amazing, 2 good firends, 1 beautiful, young and talented, very hard to define Irene...Francesca the same, and always to search different points of view. Samuel and Fabri we grew up together but they look more forward than me, they are creative and brilliant. If you like Photography, if you like to Search, if you like Creativity, you must take a look! Don't be shy, my digital always connected friends...




Irene Gittarelli WEBSITE

Irene Gittarelli FACEBOOK PAGE















"Pirates" ©StopdownStudio All Rights Reserved



"Questo rappresenta in pieno la nostra filosofia. Partire da un posto davvero fico che è il nostro paese (la Valle d'Aosta in primis NDR), per esplorare e scoprire, esattamente con lo spirito avventuriero, un po' ribelle e piratesco. Inoltre la fusione di fotografia e digital imaging ci riflette molto, le contaminazioni e le produzioni cross-mediali ci intrigano ed incuriosiscono...sperimentare sempre!" Non posso non essere d'accordo con Samuel e Fabri. c'è della stoffa e dell'avventura qui!

Francesca Battilani WEBSITE

Francesca Battilani FACEBOOK PAGE































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lunedì 24 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. A NIGHT DRIVE WITH LIONS


Secondo breve video della "Premiatissima Ditta" Adventure Life Project Africa corporation...mi scappa da ridere...

Un Night Drive dove con i miei ospiti abbiamo incontrato una famiglia di leoni intenti a...giocare fra loro!

Un'esperienza bellissima svolta nella Riserva Privata di ONGAVA, a ridosso del Parco Nazionale Etosha in Namibia.

Spero vi piaccia e vi faccia venire voglia di venire con me a vedere cose meravigliose!

Presto sui vostri schermi, da PC, tablets o smartphones, altri video che riguardano la Namibia, deserto and much more!

Mi scuso di nuovo per la qualità delle immagini, ma come già accennato, i potenti mezzi a mia disposizione non coinvolgono telecamere in FULL HD per ora...

Buona visione!

Another short video of Adventure Life Project Africa...

A Night Drive in wich the guests join a lions family playing together!

A great experience into the ONGAVA Private Game Reserve next to the Etosha National Park, Namibia.


I hope that you like and you wish to come with me to see wonderful and amazing things!

Coming soon on your screens, devices, tablets or smartphones other videos concerning Namibia, desert and much more!

I apologize with you for the quality of the images, but I don't have al FULL HD camera on my bag. Not yet...

Good vision!

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NON C'E' AVVENTURA SENZA VIDEO

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Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I




domenica 26 ottobre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSH TELEVISION

Il fuoco è meraviglioso. 
Io amo chiamarlo alla namibiana, ovvero Bush Television, la televisione della savana, perché possiede molteplici virtù: primo ti scalda, e questo è abbastanza ovvio, perciò è veramente piacevole soprattutto quando fa freddo. Poi ti ipnotizza, proprio come fa la televisione. Avete mai notato come la tv abbia il potere di attirare lo sguardo di tutti? Se in una stanza la tv è accesa tutti guardano più o meno distrattamente lo schermo, non importa cosa passa come programma, ma il movimento e i colori sul display inevitabilmente catturano l’attenzione dei presenti, che faticano perciò a concentrarsi sulla conversazione. Se poi in questa si presentano pause o tempi morti è fatta: la tv ha inevitabilmente vinto.
bush television fire namibia safari
Il fuoco, la bush television -Namib Desert - Namibia
È  una dinamica che a pensarci bene mi terrorizza un po’, è come se fossimo tutti potenzialmente in balìa di questa scatola colorata che ci propone senza interruzione modelli da seguire, opinioni da costruire, cattivi esempi da odiare, posizioni per le quali schierarsi e, dulcis in fundo, proposte da acquistare e operazioni commerciali da conquistare. Gli esperti di marketing e pubblicità lo sanno molto bene e su questo si basano. E’ la comunicazione. Passiva.
Beh nel bush la tv non c’è. Però c’è il fuoco. Il fuoco ha il potere analogo di attirare gli sguardi di tutti, ognuno di noi davanti alla danza delle fiamme si ferma a fissarle. Forse perché, proprio come la tv, è sempre in movimento, è sempre diverso e vivo, sembra spegnersi per poi riaccendersi. È affascinante, diciamolo. Tralasciamo tutti i discorsi che porterebbero alla piromanìa e concentriamoci sulle differenze: il fuoco è sociale. Tutti lo guardano, tuttavia non ci si isola come con la tv, ci si parla, si racconta la giornata o le esperienze vissute, quasi nessuno si guarda negli occhi, perché essi sono impegnati a guardare le fiamme, però tutti comunicano fra loro. E’ la comunicazione. Attiva.
Ed a mio modestissimo parere, sana.
mopane tree sundown namibia safari
Mopane tree Sun down - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Beh, in Africa, nei campi tendati, nei lodges o negli adventure camps il fuoco si accende appena prima del tramonto affinché gli ospiti e le guide possano rilassarsi o prendere un aperitivo davanti al fuoco durante il tramonto, che si chiama SUN DOWN e non SUN SET. È la stessa cosa, ma c’è il Gin and Tonic, il drink più consumato durante il SUN DOWN, WHEN THE SUN GOES DOWN. Ringraziamo l’Inghilterra per averci regalato il Gin and Tonic! Enjoy!!! 
gin 6 tonic africa namibia
Gin And Tonic, Enjoy!!!
Durante la cena il fuoco rimane acceso e dopo il pasto si può usufruire del suo confortante calore per bere una tazza di caffè, di the o una bella tisana. È l’amico dei fumatori e complice, essi sono liberi di fumare attorno o vicino ad esso perché comunque non disturbano gli altri, tanto c’è l’odore del fuoco…poi è vero che se il fumo ti arriva negli occhi ti da’ fastidio e cominci a commuoverti come una ragazzina, ma i vestiti affumicati nel bush un po’ ci stanno, no? Fanno avventura.
Sono uno specialista del fuoco, saranno stati i Boy Scouts (che comunque non ho mai frequentato un solo giorno in vita mia), saranno state le milioni di grigliate alle quali ho partecipato e per le quali ho acceso e gestito la brace, consumando birra a più non posso, perché sai vicino al fuoco c’è caldissimo, mi viene taaaaaanta sete! Fatto sta che sono diventato un esperto, so come mettere la legna in modo che faccia la fiamma alta e compatta, so che devo mettere i pezzi da ardere vicino, sulle pietre, in modo che si asciughino un poco prima di inserirle tra le fiamme e che così non facciano troppo fumo, e so come gestire il vento. Così ognuno può apprezzarlo o come si dice in Africa e non solo: enjoy! 

fire bush television namibia safari
E come si spegne un fuoco in un camp? Non si spegne. Rimane confinato nel suo spazio, circondato da pietre appositamente piazzate. Naturalmente le fiamme non devono essere vive quando ci sia allontana per dormire, ma deve rimanere solo la brace, così non c’è pericolo. Ci penserà l’aria fredda della notte a spegnerlo definitivamente.


L'immagine del Gin and Tonic è stata presa da internet - the picture of Gin and Tonic is taken by internet