Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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mercoledì 25 febbraio 2015

Non c'è avventura senza Video - There's no Adventure without videos: DUGONGO



Non c'è Avventura senza video giusto? Mar Rosso what else?

SECONDO video preparato per voi dall'Egitto: DUGONGO @MARSA EGLA - MARSA ALAM

Buona visione


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NUOTANDO CON I DELFINI

SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT


There's no Adventure without video, don't you think? Egypt, what else?

Here the SECOND video made for you from Egypt: DUGONGO @MARSA EGLA - MARSA ALAM

Have a good vision

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SWIMMING WITH DOLPHINS

SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT

A NIGHT DRIVE WITH LIONS

venerdì 16 gennaio 2015

Non c'è avventura senza Video - There's no Adventure without videos: SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT




Non c'è Avventura senza video giusto?

QUINTO video preparato per voi: SOSSUSVLEI PANORAMIC FLIGHT EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Buona visione


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SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT


There's no Adventure without video, don't you think?

Here the FIFTH video made for you: SOSSUSVLEI PANORAMIC FLIGHT EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Have a good vision

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SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT

A NIGHT DRIVE WITH LIONS

domenica 4 gennaio 2015

SIMONA ha una forte personalità. E' una persona positiva. Ed è tantissimo

Normalmente non parlo delle altre persone all’interno del blog, racconto storie con spunti di riflessione, perciò di solito non vedete post che raccontano le storie degli altri. Tranne quando queste storie sono così potenti da colpirmi. Simona ha una forte personalità. Simona mi ha colpito.

Simona viene dalla mia stessa città: Aosta. Lassù tra boschi e valli d’or…eh sì proprio da lì parte questa storia.

Simona è una expat (espatriata in gergo, cioè in inglese ;-) ) vive e lavora con suo marito in Germania.
La sua non è una storia di disperazione, non è una ricerca di lavoro o di soldi, quello ce l’aveva già, e anche piuttosto buono, un lavoro sicuro, un posto nel Fondo Sociale Europeo per la Regione Autonoma Valle d’Aosta, praticamente inossidabile. Inattaccabile. Stimolante e difficile da ottenere, dopo un concorso di quelli tosti, ha sbaragliato la concorrenza e si è presa quello che voleva, durissimo. “Ok è fatta giusto? Ormai ci sei, hai ottenuto un buon lavoro, ora puoi stare tranquilla no? Di che cosa ti preoccupi? Cosa vai cercando diamine, mettiti un po’ tranquilla Santo Dio!”

Simona ha una forte personalità.

Ha la netta sensazione che qualcosa non giri per il verso giusto, non vede il suo futuro, le sembra di salire su una giostra, anzi di essere obbligata a salire proprio su QUELLA giostra, e lei però non vuole salirci, la giostra appunto la decidono loro. Qualcosa in lei si smuove, ha dubbi, paure, le persone le diventano improvvisamente estranee, le sembra che non la capiscano, si confida e si trova non capita. Ma lei è “quella che fa quello che vuole non quello che deve” ha una certa esperienza lavorativa, e compie una scelta.

L’idea è di suo marito, non sua. Insieme fanno una valutazione della qualità della vita in relazione alle capacità lavorative e scelgono: sarà la Germania.

Compie un’altra scelta. Decide inizialmente di NON lavorare, ma di ambientarsi e studiare la lingua,
investe su sé stessa e si integra quasi subito. Vivono a Freising, non a Monaco e questo li aiuta parecchio, non c’è la confusione delle grandi città europee, c’è la Germania, quella vera. E lì scopre cosa vuole fare da grande, 3 cose: scrivere, ha un blog bellissimo e molto ben fatto, andate a dargli un’occhiata e seguitela (http://www.einespressobitte.com/); cucinare, una grande passione sviluppata proprio durante il periodo di ambientazione, perché per imparare e cucinare bene, bisogna dedicarcisi e lavorando tantissimo non è che hai tanto tempo per farlo non credete? “ sono diventata brava dedicandomi” mi dice con molta umiltà, ma io sospetto che sia sempre stata portata, e lavorare nel marketing, dove sviluppa le sue doti di comunicatrice.

Il blog in particolare è molto ironico e leggero, seppur affronti argomenti di un certo spessore perché “la gente non vive con leggerezza, ma sente un gran bisogno di averla” e comincia ad osservare gli altri expat, non solo italiani. Avverte un’energia negativa, una continua e pesante lamentosità, come un’attitudine a guardare al passato, a ciò che manca e non a ciò che può essere goduto nello stare in un altro paese ma, mi dice lei, e io non posso che essere assolutamente d’accordo, “ se costruisci muri è impossibile andare avanti, non ti stai integrando, stai rifiutando”. Costruisce il blog come lei sa fare e si mette completamente in gioco, mette alcuni paletti e regole precise: una critica deve essere fondata, non accetta la negatività fine a sé stessa, “sul web si sta con un obiettivo e se il tuo è distruggere, beh non sei un mio lettore e non voglio che tu mi legga, la polemica sterile la lascio al di fuori, io imparo da chi mi segue”. 


Non le interessa la notorietà, i likes su Facebook non sono importanti, accetta solo quello che rimane connesso alla sua mentalità, non vuole compromessi, devono essere cose attinenti ai suoi argomenti e alla sua visione, la pubblicità che ha e le collaborazioni sono scelte ed approvate da lei soltanto.

Dal blog emerge perfettamente la sua personalità, lei fa quello che vuole, non quello che deve.  

Questa forza le è venuta dopo una brutta esperienza di salute, lì ha cominciato a capire alcune cose di sé che poi perfezionerà in seguito con l’esperienza, ha imparato a stare con sé stessa, molti sono spariti, ma lei non si è persa d’animo, sono cose che uno non vorrebbe avere, ma che ti insegnano molto. Ha sviluppato questa forza di non piegarsi e dire sempre le cose come stanno, anche se questa forza l’aveva già, ha dovuto tirarla fuori e ora, beh, ora non molla mai.

Il messaggio del blog è arrivato forte e chiaro, recepito con grande rispetto: è una ricerca attiva della positività, un cambiamento di passo, anche nell’espatrio. La gente rivolge sempre lo sguardo su chi non si trova bene, alimentando la propria negatività, mentre il suo messaggio è opposto, guardando come uno riesce ad integrarsi, anche gli altri possono riuscirci, bisogna essere open minded. “bisognerebbe insegnare a guardare fuori dalla finestra, invece che nel cortile dell’altro diprezzandolo. Ci hanno insegnato ad appartenere: alla famiglia, alla religione, al partito politico. Io non appartengo a niente e nessuno, non sono una proprietà.” Ottima osservazione sulla condizione delle donne nel mondo, non solo in Italia. “non ho scelto io dove nascere, è stato un caso, sono italiana ma non appartengo al mio paese, non ho confini, posso andare dovunque” scardina con una frase l’ipocrisia di fondo che muove alcuni quando ti criticano per la scelta che hai fatto. “sono stata dipendente, imprenditrice, ho lavorato nel settore pubblico” ha indubbiamente contribuito per il “suo” paese.

È una rivoluzionaria, ha compiuto una scelta e questa è rispettabile ed indiscutibile in quanto tale, ed è profonda.

È felice, e questo conta. 

Ha raggiunto i suoi obiettivi e ha davanti a sé nuovi stimoli e nuovi obiettivi, ha un atteggiamento positivo in ogni campo. 
Prima era in una perenne adolescenza, mi racconta, ora l’inquietudine si è trasformata in fame di sapere, provare cose nuove, avere nuovi stimoli, non sente pressioni, condizionamenti, aspettative. “perché devo crearmi un problema dove non c’è? Se c’è lo affronto” e ancora” non riuscivo a fare niente di quello che volevo in Italia, niente di quello che gli altri si aspettavano da me” bisogna avere coscienza di sé e riconoscere i propri limiti ma anche i propri pregi, lo si può imparare tutti i giorni con molta umiltà. 

È un atteggiamento positivo il suo, con i piedi ben piantati per terra, prende sempre della positività dagli altri, anche quando sembra non esserci.


Simona ha una grande personalità. 

E si vede. 

Io la conosco da quando siamo adolescenti e ne sono orgoglioso

Ha compiuto una scelta.

Ha seguito il Coniglio Bianco e sta vivendo la sua Avventura, con positività. 



Vi ricordo il suo Blog: assolutamente da vedere e seguire: http://www.einespressobitte.com/

E se volete scrivere a Simona: 


Ah dimenticavo... ecco Simona durante le feste di Natale!!!!


martedì 30 dicembre 2014

Poche idee ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: ALICE SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

“Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo L’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla.”
L.N. Tolstoj

Alice segui il Coniglio Bianco!

White Rhino @sunset - somewhere in Africa
 ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Molto spesso ci ritroviamo a scegliere di non scegliere. Lasciamo passare le cose, le occasioni, opportunità e cambiamenti così, senza accorgercene.
Non sono d’accordo. Ce ne accorgiamo sempre, ma preferiamo ignorarli. Mentendo a noi stessi, volgiamo lo sguardo dall’altra parte per non vedere e ci accontentiamo di quello che abbiamo. In fondo chi s’accontenta gode no? Beh io non mi accontento mai, non mi piace stare senza far niente a riposare in una vita che non fa per me, una vita comoda, una vita tranquilla, una vita noiosa. Molti a questo punto si identificano con le mie parole e pensano “neanche io, guarda dove sono arrivato, guarda cosa ho costruito, guarda che bella posizione lavorativa, bella casa, bella moglie, bei bambini.”  Bene, benissimo, contentissimo per voi che la pensate così, andate pure avanti e che possiate sempre avere il vento in poppa e le vele spiegate, se questo è quello che volevate fare…ovviamente. Perché se non lo è, beh tutto ciò che avete costruito è vano, fine a sé stesso, superfluo. 

E voi non siete felici. E lo sapete. Ma lo negate.
Dune of the Namib Desert - 
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
In un mondo velocissimo dove appena pensi qualcosa sei già in ritardo, il valore di una costruzione, non ha più senso. È una società decostruttiva, che distrugge invece di accrescere, ci distrugge fisicamente, pensate a quante volte siete tornati a casa completamente cotti dopo una settimana lavorativa intensa e a mio personale parere disumana. Eh sì perché si lavora tanto, troppo, si lavora stressandosi, consumandosi, dando il meglio di sé e poi non si ha più tempo per nulla, nemmeno per dormire, a volte. E lo sapete bene che non sto esagerando, è proprio così. Allora in che stramaledetto senso pensate vada la vostra vita? Sta procedendo verso quello che volevate? Si sta concretizzando la vostra carriera? La professione vi piace? Migliora? Scatto di stipendio e salto di ruolo? Macchina nuova e mutuo più leggero? Ragazza nuova da portare in quel ristorante che vi hanno consigliato perché ora ci state dentro con i soldi? It’s all about money? Ho scoperto una cosa: se già siete riusciti ad avere un appuntamento, e la ragazza ci starebbe con voi, basta un caffè! Due chiacchere e un sorriso. Ma fate voi per carità! Va bene anche il ristorante è una vostra scelta.

Il punto è questo, noi non siamo più in grado di scegliere

Atlantic Ocean & Namib Desert -
 Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Alla domanda cosa fai di bello nella vita? Un sacco di persone, senza neanche accorgersene mi rispondono quasi sempre così: “SONO un…consulente, manager, avvocato, medico, architetto, idraulico,etc..” e invece dovrebbero rispondere: “FACCIO il consulente, manager, avvocato etc…” sembra una discussione puramente linguistica, ma riflette in sé una condizione psicologica: tu SEI il ruolo che HAI. Devastante. Non c’è nulla di più impersonale e pericoloso di identificarsi in un ruolo. Quasi peggio che identificarsi in ciò che si possiede, una macchina, una casa, un vestito, una donna/uomo, un’amante. È un inganno dell’ego. Un consumismo sociale, lavorativo, emotivo, di relazioni. 

Una devastazione della persona.

Se mi chiedono che cosa ti rappresenta? Io risponderei un concetto, lo so che è banalmente saccente, ma è così, non saprei definirlo in altro modo, e non mi interessa se posso sembrare arrogante, è la verità e in quanto tale non soggetta ad opinione. Il concetto è: CAMBIAMENTO.

Ognuno di noi potrebbe rispondere come gli pare, ed è giusto che sia così, è legittimo, solo dovrebbe farlo senza condizionamenti, senza paure, senza inganni. Poi la risposta viene da sé. E a volte può stupire.

Desert Mountains - Namib Desert - 
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Alice ha compiuto una scelta. Ha scelto di seguire il coniglio bianco e ha vissuto l’avventura più grande della sua vita. 
Lewis Carrol è uno dei miei scrittori preferiti, ha metaforizzato tempo fa ciò che ognuno di noi prova nella vita moderna, la paura di staccarsi dal conosciuto, dal comodo, dal familiare, anche se tutto questo ci fa schifo, ci spaventa, non ci piace, ci fa lamentare ci frustra, ci castra, noi abbiamo paura. Paura di scegliere, paura di scoprire, paura di vivere.

Paura di che? Noi siamo fatti per questo. Siamo la specie animale (e qui ritorna il secchione che è in me, scusate) che più si è espansa nel globo, abbiamo raggiunto ogni parte della terra e siamo andati anche sulla Luna! Siamo quelli che hanno esplorato arte, pensiero, filosofia, meditazione, tecnologia arrivando a scoprire ed elaborare tutto ciò che di sublime finora sappiamo. Allora coloro che hanno fatto ciò erano eroi? Dèi? Speruomini? 

Non credo, hanno compiuto una scelta, hanno seguito il Coniglio Bianco, non si sono accontentati e hanno vissuto a pieno la loro vita. Sakyamuni (Buddha) ha ripudiato la famiglia ed è partito in meditazione, il Dr. David Livingstone ha mandato a quel paese la Regina Vittoria, non esattamente una personcina ragionevole, per esplorare l’Africa come voleva lui, Pablo Picasso ha reinventato il concetto di forma spaziale e creato una nuova prospettiva, un’insieme di punti di vista tutti da un unico punto di vista. Nietzche ha ribaltato i concetti comuni del pensiero, rivoluzionando la prospettiva. Gli esempi sono infiniti: Charles Darwin, Steve Jobs, Albert Einstein, potremmo andare avanti all’infinito. 

Dovremmo tutti fare grandi cose? No, ma potremmo essere felici, scegliendo di seguire il coniglio bianco ovunque esso ci porti.

Dunes of the Namib Desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved

ENGLISH VERSION

"I wanted movement, not a quiet life. I wanted excitement, danger, the ability to sacrifice something to love. I felt within myself a superabundance of energy which found no outlet in a quiet life."
L.N.Tolstoj

Alice Follow the White Rabbit!

Often we find ourselves choosing not to choose. We let things go on, opportunities and changes as well, without realizing them.

I disagree.  We always notice them, but we prefer to ignore them. Lying to ourselves, we turn our eyes away so as not to see, and we settle what we have. After all, it’s ok?
 Well I'm never satisfied, I don’t like losing time to rest in a life that is not for me, a comfortable life, a peaceful life, a boring life. Many people at this point will agree with me and normally think "neither me, hey look where I am now, look what I've built, look what a beautiful job position I have, a beautiful home, a beautiful wife, beautiful children." Well, well, very happy for you if you think so, go ahead and I hope that you will always have the wind blowing in sails, if this is what you wanted to do... obviously. Because if it’s not, well, everything that you have built is vain, superfluous. And you are not happy. And you know it. But you deny.

In a fast fast world in wich you think and you are already late, the value of building something, no longer makes sense. It’s a deconstructive society, destroying instead of increasing, it destroys us physically, think about how many times you came home completely tired after a busy, in my personal opinion inhumane, working week. Yes because we work so much, too much, working with too much stress, wasting away, giving the best of ourselves and then we have no longer time for anything, even to sleep at times. And you know well that I am not exaggerating, it is. So in that damn way you think your life will go? Is it progressing towards what you wanted? Your career is taking shape? The profession you like? Upgrading both your position and salary? New car and new girl to carry in that expensive restaurant that you have advised by your friends because now you're in with the money? It's all about money? I found out one thing: if you are already able to get an appointment, and the girl would be with you, you can offer just a coffee! A chat and a smile! Well, however, the restaurant is your choice.

The point is this, we are no longer able to choose.

When I ask “what are you doing in life?” A lot of people, without even realizing it, almost respond as this: "I AM ... a consultant, manager, lawyer, doctor, architect, plumber, etc .." and they should respond: "I DO consultancy, management, law etc..." it seems a purely linguistic discussion, but it reflects in itself a psychological condition: you ARE the role that you HAVE. Devastating. There is nothing more impersonal and dangerous to identify yourself with a role. Almost worse than identify with what you own, a car, a house, a dress, a woman / man, a lover. It’s a deception of the ego. Consumerism in social, occupational, emotional relationships. Devastation of the human being.

If you ask me, I would answer a concept, I know it's trivially pedantic, but it’s so, I cannot define it in another way, and I don’t care if it sounds arrogant, it's the truth, and as such is not subject to review. The concept is: CHANGE.

Each of us could answer as they like, and rightly so, it’s legitimate, should only do so without conditions, without fear, without deceit. Then the answer comes by itself. It can sometimes surprise.

Alice has made a choice. She had chosen to follow the White Rabbit, and had experienced the greatest adventure of her life.
Lewis Carroll is one of my favorite writers, had metaphorized time ago what we test each days in modern life, the fear to break away from the known, the comfortable, the familiar, even if all this it sucks, scares us, we don’t like, makes us complain, frustrates us, we castrates, we are afraid.


Afraid to choose, afraid to find out, afraid to live. Fear of what? We are made for this. We are the kind of animal (and here returns the nerd in me, sorry) which had expanded more in the globe, we have reached every part of the earth and also went on the Moon! We are those who have explored art, thought, philosophy, meditation, and process technology coming to discover all that we know of so far sublime. Well those who have done this were heroes? Gods? Supermen? I don’t think so, they have made a choice, they followed the White Rabbit, were not satisfied and have lived their lives fully. Sakyamuni (Buddha) had disowned his family and started meditating, Dr. David Livingstone had arsed Queen Victoria, not exactly a reasonable person, to explore Africa as he wanted, Pablo Picasso had reinvented the concept of spatial form and created a new perspective, a set of all points of view from a single point of view. Nietzche had overturned the common concepts of thought, revolutionizing the prospect. The examples are endless: Charles Darwin, Steve Jobs, Albert Einstein, we can speak about forever. 

Should we all do great things? No, but we could be happy, choosing to follow the White Rabbit wherever it takes us.

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