Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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martedì 30 dicembre 2014

Poche idee ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: ALICE SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

“Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo L’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla.”
L.N. Tolstoj

Alice segui il Coniglio Bianco!

White Rhino @sunset - somewhere in Africa
 ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Molto spesso ci ritroviamo a scegliere di non scegliere. Lasciamo passare le cose, le occasioni, opportunità e cambiamenti così, senza accorgercene.
Non sono d’accordo. Ce ne accorgiamo sempre, ma preferiamo ignorarli. Mentendo a noi stessi, volgiamo lo sguardo dall’altra parte per non vedere e ci accontentiamo di quello che abbiamo. In fondo chi s’accontenta gode no? Beh io non mi accontento mai, non mi piace stare senza far niente a riposare in una vita che non fa per me, una vita comoda, una vita tranquilla, una vita noiosa. Molti a questo punto si identificano con le mie parole e pensano “neanche io, guarda dove sono arrivato, guarda cosa ho costruito, guarda che bella posizione lavorativa, bella casa, bella moglie, bei bambini.”  Bene, benissimo, contentissimo per voi che la pensate così, andate pure avanti e che possiate sempre avere il vento in poppa e le vele spiegate, se questo è quello che volevate fare…ovviamente. Perché se non lo è, beh tutto ciò che avete costruito è vano, fine a sé stesso, superfluo. 

E voi non siete felici. E lo sapete. Ma lo negate.
Dune of the Namib Desert - 
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
In un mondo velocissimo dove appena pensi qualcosa sei già in ritardo, il valore di una costruzione, non ha più senso. È una società decostruttiva, che distrugge invece di accrescere, ci distrugge fisicamente, pensate a quante volte siete tornati a casa completamente cotti dopo una settimana lavorativa intensa e a mio personale parere disumana. Eh sì perché si lavora tanto, troppo, si lavora stressandosi, consumandosi, dando il meglio di sé e poi non si ha più tempo per nulla, nemmeno per dormire, a volte. E lo sapete bene che non sto esagerando, è proprio così. Allora in che stramaledetto senso pensate vada la vostra vita? Sta procedendo verso quello che volevate? Si sta concretizzando la vostra carriera? La professione vi piace? Migliora? Scatto di stipendio e salto di ruolo? Macchina nuova e mutuo più leggero? Ragazza nuova da portare in quel ristorante che vi hanno consigliato perché ora ci state dentro con i soldi? It’s all about money? Ho scoperto una cosa: se già siete riusciti ad avere un appuntamento, e la ragazza ci starebbe con voi, basta un caffè! Due chiacchere e un sorriso. Ma fate voi per carità! Va bene anche il ristorante è una vostra scelta.

Il punto è questo, noi non siamo più in grado di scegliere

Atlantic Ocean & Namib Desert -
 Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Alla domanda cosa fai di bello nella vita? Un sacco di persone, senza neanche accorgersene mi rispondono quasi sempre così: “SONO un…consulente, manager, avvocato, medico, architetto, idraulico,etc..” e invece dovrebbero rispondere: “FACCIO il consulente, manager, avvocato etc…” sembra una discussione puramente linguistica, ma riflette in sé una condizione psicologica: tu SEI il ruolo che HAI. Devastante. Non c’è nulla di più impersonale e pericoloso di identificarsi in un ruolo. Quasi peggio che identificarsi in ciò che si possiede, una macchina, una casa, un vestito, una donna/uomo, un’amante. È un inganno dell’ego. Un consumismo sociale, lavorativo, emotivo, di relazioni. 

Una devastazione della persona.

Se mi chiedono che cosa ti rappresenta? Io risponderei un concetto, lo so che è banalmente saccente, ma è così, non saprei definirlo in altro modo, e non mi interessa se posso sembrare arrogante, è la verità e in quanto tale non soggetta ad opinione. Il concetto è: CAMBIAMENTO.

Ognuno di noi potrebbe rispondere come gli pare, ed è giusto che sia così, è legittimo, solo dovrebbe farlo senza condizionamenti, senza paure, senza inganni. Poi la risposta viene da sé. E a volte può stupire.

Desert Mountains - Namib Desert - 
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Alice ha compiuto una scelta. Ha scelto di seguire il coniglio bianco e ha vissuto l’avventura più grande della sua vita. 
Lewis Carrol è uno dei miei scrittori preferiti, ha metaforizzato tempo fa ciò che ognuno di noi prova nella vita moderna, la paura di staccarsi dal conosciuto, dal comodo, dal familiare, anche se tutto questo ci fa schifo, ci spaventa, non ci piace, ci fa lamentare ci frustra, ci castra, noi abbiamo paura. Paura di scegliere, paura di scoprire, paura di vivere.

Paura di che? Noi siamo fatti per questo. Siamo la specie animale (e qui ritorna il secchione che è in me, scusate) che più si è espansa nel globo, abbiamo raggiunto ogni parte della terra e siamo andati anche sulla Luna! Siamo quelli che hanno esplorato arte, pensiero, filosofia, meditazione, tecnologia arrivando a scoprire ed elaborare tutto ciò che di sublime finora sappiamo. Allora coloro che hanno fatto ciò erano eroi? Dèi? Speruomini? 

Non credo, hanno compiuto una scelta, hanno seguito il Coniglio Bianco, non si sono accontentati e hanno vissuto a pieno la loro vita. Sakyamuni (Buddha) ha ripudiato la famiglia ed è partito in meditazione, il Dr. David Livingstone ha mandato a quel paese la Regina Vittoria, non esattamente una personcina ragionevole, per esplorare l’Africa come voleva lui, Pablo Picasso ha reinventato il concetto di forma spaziale e creato una nuova prospettiva, un’insieme di punti di vista tutti da un unico punto di vista. Nietzche ha ribaltato i concetti comuni del pensiero, rivoluzionando la prospettiva. Gli esempi sono infiniti: Charles Darwin, Steve Jobs, Albert Einstein, potremmo andare avanti all’infinito. 

Dovremmo tutti fare grandi cose? No, ma potremmo essere felici, scegliendo di seguire il coniglio bianco ovunque esso ci porti.

Dunes of the Namib Desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved

ENGLISH VERSION

"I wanted movement, not a quiet life. I wanted excitement, danger, the ability to sacrifice something to love. I felt within myself a superabundance of energy which found no outlet in a quiet life."
L.N.Tolstoj

Alice Follow the White Rabbit!

Often we find ourselves choosing not to choose. We let things go on, opportunities and changes as well, without realizing them.

I disagree.  We always notice them, but we prefer to ignore them. Lying to ourselves, we turn our eyes away so as not to see, and we settle what we have. After all, it’s ok?
 Well I'm never satisfied, I don’t like losing time to rest in a life that is not for me, a comfortable life, a peaceful life, a boring life. Many people at this point will agree with me and normally think "neither me, hey look where I am now, look what I've built, look what a beautiful job position I have, a beautiful home, a beautiful wife, beautiful children." Well, well, very happy for you if you think so, go ahead and I hope that you will always have the wind blowing in sails, if this is what you wanted to do... obviously. Because if it’s not, well, everything that you have built is vain, superfluous. And you are not happy. And you know it. But you deny.

In a fast fast world in wich you think and you are already late, the value of building something, no longer makes sense. It’s a deconstructive society, destroying instead of increasing, it destroys us physically, think about how many times you came home completely tired after a busy, in my personal opinion inhumane, working week. Yes because we work so much, too much, working with too much stress, wasting away, giving the best of ourselves and then we have no longer time for anything, even to sleep at times. And you know well that I am not exaggerating, it is. So in that damn way you think your life will go? Is it progressing towards what you wanted? Your career is taking shape? The profession you like? Upgrading both your position and salary? New car and new girl to carry in that expensive restaurant that you have advised by your friends because now you're in with the money? It's all about money? I found out one thing: if you are already able to get an appointment, and the girl would be with you, you can offer just a coffee! A chat and a smile! Well, however, the restaurant is your choice.

The point is this, we are no longer able to choose.

When I ask “what are you doing in life?” A lot of people, without even realizing it, almost respond as this: "I AM ... a consultant, manager, lawyer, doctor, architect, plumber, etc .." and they should respond: "I DO consultancy, management, law etc..." it seems a purely linguistic discussion, but it reflects in itself a psychological condition: you ARE the role that you HAVE. Devastating. There is nothing more impersonal and dangerous to identify yourself with a role. Almost worse than identify with what you own, a car, a house, a dress, a woman / man, a lover. It’s a deception of the ego. Consumerism in social, occupational, emotional relationships. Devastation of the human being.

If you ask me, I would answer a concept, I know it's trivially pedantic, but it’s so, I cannot define it in another way, and I don’t care if it sounds arrogant, it's the truth, and as such is not subject to review. The concept is: CHANGE.

Each of us could answer as they like, and rightly so, it’s legitimate, should only do so without conditions, without fear, without deceit. Then the answer comes by itself. It can sometimes surprise.

Alice has made a choice. She had chosen to follow the White Rabbit, and had experienced the greatest adventure of her life.
Lewis Carroll is one of my favorite writers, had metaphorized time ago what we test each days in modern life, the fear to break away from the known, the comfortable, the familiar, even if all this it sucks, scares us, we don’t like, makes us complain, frustrates us, we castrates, we are afraid.


Afraid to choose, afraid to find out, afraid to live. Fear of what? We are made for this. We are the kind of animal (and here returns the nerd in me, sorry) which had expanded more in the globe, we have reached every part of the earth and also went on the Moon! We are those who have explored art, thought, philosophy, meditation, and process technology coming to discover all that we know of so far sublime. Well those who have done this were heroes? Gods? Supermen? I don’t think so, they have made a choice, they followed the White Rabbit, were not satisfied and have lived their lives fully. Sakyamuni (Buddha) had disowned his family and started meditating, Dr. David Livingstone had arsed Queen Victoria, not exactly a reasonable person, to explore Africa as he wanted, Pablo Picasso had reinvented the concept of spatial form and created a new perspective, a set of all points of view from a single point of view. Nietzche had overturned the common concepts of thought, revolutionizing the prospect. The examples are endless: Charles Darwin, Steve Jobs, Albert Einstein, we can speak about forever. 

Should we all do great things? No, but we could be happy, choosing to follow the White Rabbit wherever it takes us.

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venerdì 12 dicembre 2014

FOTOGRAFI, VALE LA PENA DARCI UNO SGUARDO. Parte IV

Ancora 3 fotografi anzi (4 a dire la verità): 3 professionisti, 2 donne e 2 uomini. 2 ragazze brave anzi bravissime, 2 grandi amici, 1 bella, giovane, brava e talentuosa, difficile descrivere Irene...Francesca idem, e sempre alla ricerca. Samuel e Fabri, siam cresciuti insieme, ma loro sono andati molto più avanti di me, sono creativi a dir poco geniali. Vedere per credere. Se amate la Fotografia, se amate la Ricerca, se amate la Creatività non potete non dargli un'occhiata! Che diamine ragazzi, non fate i timidi digitali...

Another time 3 photographers (4 indeed): 3 professionals, 2 women and 2 men. 2 girls amazing, 2 good firends, 1 beautiful, young and talented, very hard to define Irene...Francesca the same, and always to search different points of view. Samuel and Fabri we grew up together but they look more forward than me, they are creative and brilliant. If you like Photography, if you like to Search, if you like Creativity, you must take a look! Don't be shy, my digital always connected friends...




Irene Gittarelli WEBSITE

Irene Gittarelli FACEBOOK PAGE















"Pirates" ©StopdownStudio All Rights Reserved



"Questo rappresenta in pieno la nostra filosofia. Partire da un posto davvero fico che è il nostro paese (la Valle d'Aosta in primis NDR), per esplorare e scoprire, esattamente con lo spirito avventuriero, un po' ribelle e piratesco. Inoltre la fusione di fotografia e digital imaging ci riflette molto, le contaminazioni e le produzioni cross-mediali ci intrigano ed incuriosiscono...sperimentare sempre!" Non posso non essere d'accordo con Samuel e Fabri. c'è della stoffa e dell'avventura qui!

Francesca Battilani WEBSITE

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FOTOGRAFI, VALE LA PENA DARCI UNO SGUARDO PARTE II

FOTOGRAFI, VALE LA PENA DARCI UNO SGUARDO

venerdì 28 novembre 2014

FOTOGRAFI, VALE LA PENA DARCI UNO SGUARDO. Parte III

3 fotografi: 2 professionisti, 1 fotografa brava, 2 donne 1 uomo. Se amate la Fotografia, se amate la Wildlife, se amate l'Avventura, non potete non dargli un'occhiata! Che diamine ragazzi, non fate i timidi digitali...

3 photographers: 2 professionals, 1 good photographer, 2 women 1 man. If you like Photography, if you like Wildlife, if you like Adventure, you must take a look! Don't be shy, my digital always connected friends...




BURRARD LUCAS WEBSITE

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ELISABETTA ROSSO WEBSITE

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Piera Grella FACEBOOK PAGE


giovedì 20 novembre 2014

A me piace il JAZZ, ma non so perché. Beppe Di Benedetto aiutami tu!

Anche il Jazz è Avventura
A Me piace il Jazz, ma non so il perché. Ho provato a  trovare una risposta sensata a questa domanda, ma la mia conoscenza di questo genere musicale, che è un mondo, tra diverse correnti e sottogeneri, non è sufficiente a darmi una spiegazione. Questo universo in effetti raccoglie 100 anni di storia della musica Afroamericana, e la mia ignoranza non mi aiuta certamente in questa impresa…
trombone solo Beppe Di Benedetto
Beppe Di Benedetto in un solo @Shakespeare Café ©Roberto Ugolotti Photography
Allora ho pensato di chiedere aiuto ad un mio amico fraterno, Beppe Di Benedetto. Oltre ad essere un mio caro amico, cosa già di per sé stessa importante (per me), Beppe è uno dei musicisti professionisti Jazz più importanti d’Italia e comincia ad essere apprezzato, conosciuto anche in Europa ed evidentemente ne sa a pacchi.
È bello chiacchierare con Beppe, un po’ di tutto, ci troviamo sempre a parlare volentieri e normalmente siamo senza limiti, così ci ritroviamo a fare le 4:00 del mattino senza nemmeno accorgercene, ascoltando musica e confrontandoci su qualsiasi argomento. Anche stavolta è andata così. La cosa bella di Beppe è che ti spiega le cose con una semplicità che ti rendi conto di essere di fronte ad un grande professionista ed una grande persona, e tutto ti è improvvisamente chiaro, anche se tu non ci
Beppe Di Benedetto
Beppe Di Benedetto 

avevi minimamente pensato. Non ti senti in difetto però, ti senti accolto. A mio avviso questo è meraviglioso. Mi stupisco sempre e volentieri di fronte alla sua cultura e alla sua semplicità.
Ma torniamo a noi “e qui ti volevamo caro” “eccomi, eccomi” Dunque ho chiesto a Beppe perché mi piace il Jazz e lui non mi ha risposto, mi ha fatto delle domande. E’ un rivoluzionario, mi ribalta anche l’“intervista”…
Dai quesiti che mi ha posto è uscito questo.
A me piace il Jazz perché dipende dalla mia forma mentis, la musica tutta mi da’ degli stimoli, mi provoca gioia, benessere, mi piace qualcosa che tocca 3 zone di me: la pancia, sede delle emozioni istintive, zona adibita alla ritmica e perciò di rimando all’Africa, e per forza nel mio caso “e però non te la tirare, vai avanti!” “ok”; il cuore, sede delle emozioni sublimi, quelle più pure, i sentimenti di ognuno di noi; e la mente, sede del razionale, la parte intellettiva, melodica, la parte più Europea, che codifica la profondità della bellezza del sentire e toccare la musica. Nel Jazz coesistono studio e improvvisazione, cioè composizione del brano e creazione di qualcosa che non c’è, che quindi mi affascina e mi attira.
Beppe Di Benedetto Solo Trombone
Beppe Di Benedetto durante un solo 
Mi piace il linguaggio, diretto ed immediato come solo la forma d’arte sa smuoverti. In questo caso la musica d’arte, razionale, certamente, ma istintiva allo stesso tempo, una vibrazione che ti colpisce per forza. Beppe mi spiega in parole molto semplici ovviamente, che lui cerca sempre di fare un discorso, sia nel solo (l’improvvisazione), sia nella scrittura o composizione di un brano: esistono 12 note, suonabili su tutti gli accordi, che compongono le frasi di senso compiuto e rendono un discorso chiaro, trasmettendo un punto di vista. Affascinante non credete?
Volontà di ascoltare e curiosità in generale mi rendono pronto, presto perciò attenzione ed incredibilmente, senza avere nessuna nozione musicale di Jazz, anche se sono stato un percussionista per 10 anni, mi rendo conto se quel solo ha qualcosa di speciale e quindi applaudo durante una jam session
Mi informo, faccio domande, chiedo spiegazioni anche se prediligo qualche tipo e meno degli altri, non mi fermo e cerco di capire il più possibile. Beppe ascolta moltissima musica, ma anche a lui un certo tipo di Jazz non piace.
Ho la predisposizione giusta e sono anche nel posto giusto al momento giusto, aggiungo anche con le persone giuste, perciò la mia esperienza musicale è piacevole.
Devo dire che preferisco ascoltare il Jazz dal vivo, C’è un suono più immediato, senza microfoni il suono è vero, si può sentire la magia del contrabbasso o del pianoforte, la batteria rende tutte le sue sfumature sonore, anche le più nascoste, i fiati non sono compressi e una dinamica che mi fermo sempre ad osservare è il gesto del musicista, come questo riesce ad ottenere quel suono o serie di suoni con quel preciso gesto, come su uno stesso strumento in una jam session due musicisti di stesso livello abbiano un colore e un calore differenti. Ed è immediato, non occorre essere degli esperti credetemi!
Con Beppe abbiamo parlato della rinascita di questo genere a Parma, c’è un bel ritorno forse complice anche la mai troppo citata crisi economica, la gente si rivolge volentieri ad un suono genuino e molto fisico, come la dinamica che vi descrivevo prima, un ritorno alle sue origini popolari, in fondo il Jazz è nato nel ghetto e per la gente.
Circolo ARCI Zerbini jazz
Il circolo ARCI Zerbini 
Non c’è ancora molto spazio, ma negli ultimi 10 anni si è ripreso, è un cuneo che si sta allargando grazie ad alcuni festivals come Parma Jazz Frontiere, Rassegne di Jazz, locali notturni. Tra questi, intelligentemente alcuni hanno capito che la musica è un valore. Dando l’opportunità alla gente di ascoltare della buona musica, danno a sé stessi l’opportunità di guadagnare e di far guadagnare i musicisti, che sono persone che contribuiscono alla società come gli altri, è una rete, o come mi piace dire un network, siamo tutti legati. Lo sostengo da anni peraltro. Uno di questi locali dove amo andare ad ascoltare del buon Jazz è il circolo ARCI Zerbini, in via Bixio. Un locale molto bello ed accogliente, con della gran bella gente che ogni martedì sera dalle 22 organizza concerti Jazz con a seguire un’immancabile jam session. L’ambiente è molto easy, è un circolo ARCI e ci vuole la tessera, il cibo è buono (si può anche cenare) e puoi bere senza spendere un capitale: buoni vini e buoni super alcolici. Ad organizzare la serata sono stati due ragazzi giovani: Giacomo Marzi di anni 26 e Leonardo Caligiuri di anni 22. Incredibile vero? Ma smettiamola, i ragazzi hanno voglia di fare e lo fanno anche bene, diamine! 3 anni fa hanno cominciato a chiamare gente a suonare ed insieme ai gestori del locale hanno fatto una serata fissa che funziona parecchio bene, direi. Ci sono sempre tanti musicisti, quasi tutti amici miei, e c’è una energia e uno scambio notevoli, io vi consiglierei di farci un salto, è sempre molto piacevole.
Ho chiesto a Beppe di parlarmi del suo nuovo progetto, il nuovo disco. E lui mi ha parlato della sua vita. 43 anni di vita vera, sia della parte compositiva, della tecnica compositiva,
See The Sky Record
"See The Sky" Primo disco del Beppe Di Benedetto Quintet
delle esperienze in giro per l'Italia con il precedente progetto See the Sky” con il Beppe Di Benedetto 5tet nei clubs, rassegne, festivals. Sono passati 3 anni dall’uscita di “See the Sky”, 3 anni di incontri, di confronto su tanti argomenti, problemi, soddisfazioni e insoddisfazioni. Beppe è uno curioso del mondo, uno che ha voglia di cambiare, e il cambiamento è evoluzione (Poche idee, ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: IL CAMBIAMENTO è EVOLUZIONE), uno che non si ferma, che riflette e si interroga e questo nuovo disco il cui titolo è “Another Point of View”. E qui cito le sue parole: “è un percorso narrativo fatto con la musica, ha un valore aggiunto, un discorso di senso compiuto che lega i brani tra loro, ognuno di essi parla di un argomento, è diverso.” Beppe mi dice che si è ascoltato molto e ha sentito l’esigenza di esprimersi in questa nuova modalità, anche grazie ad un amico comune, il pittore Otello G. Pagano, con il quale ha scoperto aspetti della storia dell’arte pittorica che lo hanno molto affascinato, perciò ha sentito l’esigenza di cambiare se stesso, senza stravolgersi, ma evolvendosi. Mi spiega che quasi tutta la musica è composta di forme che si ripetono, beh lui ha deciso di rompere il discorso delle forme, i brani sono in divenire, senza ripetizioni, bensì in continua trasformazione, le soluzioni armoniche, melodiche e d’arrangiamento sono lontane dalle forme prestabilite, la composizione è scrivere come sei, quello che pensi, come lo pensi e costituisce per lui una liberazione, esprime una necessità ed un percorso. E’ un altro tipo di progettualità.
Non può che trovarmi assolutamente in linea con il suo pensiero.
Un contributo sostanziale alla realizzazione del disco è stato dato dalla sua compagna, Inga, meravigliosa donna del Nord Europa, con la quale scherziamo sempre. Lei è stata il perno della creatività di Beppe, noi tutti gliene siamo grati.
Beppe mi parla con entusiasmo dei brani e la luce che gli brilla negli occhi non può che rendermi felice “è un altro punto di vista nel fare le cose, fare le cose in cui credo, che sono quelle meno facili e che la società ci dice che non vanno fatte. E’ una rivoluzione interiore che si esprime in un cambiamento, in un’altra possibilità. Non sempre il diverso deve far scomparire il normale, senza rottura perciò, ma evoluzione” questi concetti mi sono vagamente familiari, chi lo sa il perché… si addentra nei brani, My Bright Place, dove esprime le cose che gli piacciono della vita, semplici ma non scontate, il gusto di andare a cercarle; Dark soul, dove descrive i momenti bui, tristi ossessivi; Camaleonte, il più sperimentale, con criteri musicali diversi dal solito, come persone che non si ritrovano nella società e provano lamento e rabbia ad un certo punto e Space Time Travel che descrive il processo creativo.
Beppe Di Benedetto 5tet: Luca Savazzi, Emiliano Vernizzi, Stefano Carrara,
Beppe Di Benedetto e Michele Morari ©FotoManganelli
Luca Savazzi è il pianista del 5tet e altra “testa”compositiva e non solo, ha una testa di riccioli invidiabile! Anche lui è un amico…e ha scritto Autumn, che descrive le grigie giornate autunnali; Medium Density, il lato più sottile, leggero della vita; e D&B (Drum and Bass) il lato più di pancia dell’uomo. Gli altri componenti del 5tet sono Emiliano Vernizzi ai saxofoni, Stefano Carrara al contrabbasso e Michele Morari alla batteria, insieme tutti sono molto diversi tra loro, ma molto uniti. Anche loro sono amici “e basta però non te la tirare!” ”eh va beh sono fortunato, lasciami gongolare nella mia fortuna!”
Anche la produzione del disco è una rivoluzione, in un momento in cui la crisi del mercato discografico rende le case discografiche senza più molti soldi da investire, i musicisti si rivolgono ad un altro modo per realizzare i loro lavori: Il CROWDFUNFING, metodo molto diffuso soprattutto negli Stati Uniti non solo in questo ambito, dove ogni cittadino liberamente decide se e quanto investire economicamente per contribuire alla registrazione, produzione e distribuzione del disco. Loro lo hanno fatto tramite MUSIC RAISER
Music Raiser LOGO
e la risposta è stata molto positiva, un’indicazione di fiducia nelle loro capacità da parte di molte persone, un contributo morale ed economico notevole, un altro modo di vedere le cose. Another Point of View.

Il disco sarà pronto a metà Dicembre, io me lo sono goduto prima di voi, immediato nell’ascolto eppure così diverso, come solo un grande disco può essere. Sono ancora senza parole e non mi capita molto spesso…

Beppe di Benedetto, anche il Jazz è Avventura

Qui un estratto della presentazione del nuovo disco " Another Point of View" alla Casa della Musica - rassegna  ParmaJazz Frontiere - Parma. Datele un'occhiata!





Se volete contattare Beppe Di Benedetto:

beppedibenedetto@gmail.com

Se invece volete vedere un po' dei suoi video:

https://www.youtube.com/watch?v=ZHXxoVkw84w

https://www.youtube.com/watch?v=z41bUXNEPSw

https://www.youtube.com/watch?v=NSmZiKcD5Bs

https://www.youtube.com/watch?v=bACV_IzEDHc

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