Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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giovedì 18 dicembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT II

Il gruppo degli elefanti si nutre indisturbato all'interno del corso del fiume.

E' incredibile osservare gli elefanti, mi lasciano sempre stupito e affascinato, ho scattato centinaia di fotografie e ogni volta riescono a stupirmi, sono animali di una bellezza antica e devastante, molto pericolosi se non ci si comporta adeguatamente, e molto delicati se invece li si lascia in pace. Un contrasto meraviglioso, adatto alla terra dove ci troviamo, il continente africano.
elephant's riverbed damaraland namibia
Elephants in the riverbed  - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
In genere il gruppo rimane abbastanza unito.
Anche se divagano di albero in albero e si spostano di qualche decina di metri, sono sempre vicini e attenti. Non sembrano considerarsi più di tanto, ma rimangono sempre in comunicazione visiva gli uni con gli altri, ad una attenta osservazione si può percepire una coesione visiva netta. Comunicano soprattutto con gli infrasuoni e quando decidono di andare, o meglio la matriarca decide di andare, tutto il branco si sposta con lenta, almeno nella maggior parte dei casi, determinazione. 
elephant's foot damaraland namibia
 Elephants foot - Damaraland Namibia
 ©Andrea Pompele All Rights Reserved


Mica poi tanto lenta comunque, sembrano camminare con calma, ma in pochi secondi sono già molto al di là delle nostre previsioni. Quando corrono possono essere imprevedibili e devastanti, purtroppo ho perso un amico in Mozambico a causa di una carica di elefanti improvvisa. Filippo era un ricercatore, di quelli bravi e aveva molta esperienza, ma si è trovato in una situazione estrema e senza possibilità di difendersi a piedi. Mi viene sempre in mente lui ogni volta che cerco gli elefanti.

Ma tornando a noi, "Grazie, meno male, stavi cominciando a metterci un po' di ansia, oltre che un'infinita tristezza." " Eh a chi lo dici..." 

Il gruppo si muove. E si muove dapprima lentamente. Io cerco di posizionare il Land Rover per osservare una femmina con il suo cucciolo in modo da non disturbarli e non voglio restare per troppo tempo, bisogna avere rispetto e dedizione, oltre che mettersi in sicurezza. Mentre sto facendo manovra, un altro 4X4 si posiziona dietro di noi, impedendomi la visuale. Il solito problema: sarebbe meglio non ci fossimo o per lo meno che l'intelligenza di ognuno ci permetta di non ostacolare l'altro, ma
calf elephants namibia damaraland
Elephant's calf - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
non sempre è così.Mi passa davanti un'altra femmina a pochi metri di distanza, con un cucciolo piccolo e un fratellino più grande, che si mostra parecchio interessato al Land Rover. Talmente interessato che avanza rapidamente verso di noi. la femmina si gira di scatto, il piccolo non si accorge di nulla, va beh, è un piccolo, deve esplorare, ed è davvero buffo e tenero vedere che prosegue goffo e veloce senza una meta precisa. Il fratello più grande non cede interesse e continua, è a qualche metro e non posso muovermi, 
indietro non posso andare, la macchina dietro di me mica si sposta, figuriamoci, e fare manovra non è né veloce, né pratico, né tanto meno efficace. Decido di stare fermo e intimo ai miei ospiti nella maniera più dolce e democratica che contraddistingue i miei modi signorili in certe situazioni, di stare tranquilli, non agitarsi e per favore fare silenzio. 

"See come no? e noi dovremmo crederci?" "Chiedete ai miei ospiti! Uff, poca fiducia nelle mie capacità democratiche eh?" 

Per fortuna sono stranieri. Olandesi una coppia, inglesi le altre due. E mi ascoltano.

Il giovane si avvicina, con la proboscide tocca lo specchietto e poi il mio braccio, immobile sulla portiera. Una sensazione indescrivibile, morbida e decisa. essa esplora, per una manciata di secondi, mi hanno riferito, che a me sono sembrati 5 minuti, la mia pelle. Mi annusa, mi palpa, mi fa rizzare i peli delle braccia e d'improvviso si gira e se ne va. La madre, sempre ferma, non ha tolto lo sguardo dal suo cresciutello piccolo, e per fortuna non si è mossa. Ospiti ammutoliti, emozione nelle vene scorre sotto forma di adrenalina, i muscoli sono pietrificati e senti un calore lungo il corpo che ti ha reso praticamente una stufa.
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Elephants crossing - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Lascio passare il branco intero e do un'occhiataccia alla guida dietro di me, che più tardi si scuserà di avermi messo in quella situazione. Gli ospiti non parlano ma sono visibilmente emozionati. Beh non è da tutti i giorni in effetti. 

Più tardi ho analizzato bene la situazione: ho fatto la scelta giusta. Se avessi tentato di muovere il veicolo, l'elefante avrebbe potuto spaventarsi ed attaccarmi, se mi fossi agitato idem, mentre era semplicemente curioso di sapere chi fossimo, una curiosità tutta giovanile.

Ho riconosciuto le sue intenzioni. 

Proseguiamo ad osservare il gruppo e lo osserviamo ancora un po' dopodiché ci dirigiamo al villaggio.

Il villaggio appartiene alla popolazione dei Riemvasmakers popolo deportato dal Sud Africa in seguito alle leggi sulla ricollocazione delle etnie durante il regime dell’Apartheid. È un villaggio piccolo e tranquillo, popolato da donne e bambini, gli uomini lavorano altrove e tornano periodicamente a far visita alle famiglie. Qui prendiamo un caffè e ascoltiamo la storia del popolo e del villaggio. E naturalmente vediamo un altro gruppo di elefanti attraversare la pianura dalle montagne e dirigersi alla pozza. Molto vicini al villaggio. Ogni tanto qualcuno di essi entra tra le case ma la popolazione non si scompone più di tanto, basta fare un po’ di rumore e avere la dovuta attenzione e i pachidermi se ne vanno senza danni…o quasi. Ogni tanto tirano giù qualche recinto e fanno scappare le capre, ma è accettabile.

Una convivenza meravigliosa.

elephants damaraland namibia safari
Elephants - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Come vi dicevo in precedenza (IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT I), la comunità ha capito che la fauna selvatica è una risorsa e non una minaccia e la protegge come se fosse sua. E in parte lo è, è la loro terra, quindi è logico no? Dopo la sosta proseguiamo per quello che sarà il nostro pranzo sul corso del fiume e risaliamo verso il Damaraland camp. Qui trovo un albero molto grande di Ana tree (Faidherbia albida) e decido essere il nostro luogo ideale. mi fermo e faccio scendere i miei ospiti, dopo aver accuratamente osservato la zona. un'altra bella esperienza comincia, il River lunch, il pranzo sul letto del fiume. Non c'è niente di più bello che pranzare sotto un albero di Faidherbia albida all'aria aperta in the middle of the desert. Primo, secondo, contorno, formaggio (Blue Cheese, simile al Gorgonzola), carne secca (Biltong), salsicce essiccate sud africane (Droëwors), birra, vino, frutta, caffè ed...elefanti in lontananza che ci osservano.
Ad un certo punto ci vengono incontro e ci passano vicini, relativamente, e comunque avevo messo già via tutto e gli ospiti erano sul Land Rover, a terra rimanevo solo io.

La sicurezza innanzitutto! 


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Young bull - Damaraland Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved


ENGLISH VERSION

The group of elephants eats undisturbed along the river.

It's amazing to observe elephants, I'm always amazed and fascinated, I took hundreds of photographs and every time they amaze me, they're animals with an ancient and devastating beauty, very dangerous if you don't behave properly, and very delicate if you leave them in peace. A wonderful contrast, suitable to the land where we are, the African continent.

Typically the group remains fairly united.

Even if they ramble from tree to tree and move a few tens of meters, they're always close and careful. It's not seems that they consider each other that much, but they always remain in visual communication, under careful observation you can perceive a clear visual cohesion.

They communicate mostly with infrasounds and when they decide to go, or rather the matriarch decides to go, the whole herd moves with slow, at least in most cases, determination. Not that much slower, however, they seem to walk calmly, but in a few seconds they're already far beyond our expectations. When they run, they can be unpredictable and devastating, unfortunately I lost a friend in Mozambique due to a sudden charge of elephants. Filippo was a researcher, the good one and had a lot of experience, but he found himself in an extreme situation, and no opportunity to defend themselves by foot, he died. I always think of him every time I search for elephants.

But back to us, "Thank you, thank goodness, you were beginning to put in us a little anxiety, as well as an infinite sadness." "Eh you know .." 

The group moves. 

It moves slowly at first. I try to place the Land Rover to observe a female with her cub in a way to not disturb them and I don't want to stay too long, you have to have respect and dedication, as well as maintain yourself safe. 
While I'm handling the car, another 4X4 ranks behind us, preventing the view. The usual problem: it would be better we did not, or at least that the intelligence of everyone let us not hinder the other, but it's not always possible. 
Another female passes in front of us far just few meters, with a little puppy and a larger brother, which shows us to be quite interested in the Land Rover. So interested that advancing rapidly towards us. Female whirls, the baby does not notice anything, okay, he's young, he should explore, and it's really funny and tender to see how continues clumsy and fast aimlessly. The older brother does not yield interest and continues, he is few meters far and I cannot move, I cannot go back, the car behind me doesn't moves, and handle the car is neither fast, nor practical, nor effective . I decide to stay still and intimate to my guests in the most gentle and democratic way that distinguishes my manners, in certain situations, to be calm, do not get excited and please be quiet. 

"We should believe it?" "Ask my guests! So, just little confidence in my democratic capabilities?"

Luckily they are foreigners.  A Dutch couple, English the other two couples. They listen to me. 
The young elephant approaches us, with its trunk touches the mirror and then my arm, still on the door. An undescribable feeling, soft and firm. It explores, for a handful of seconds, that to me seemed to be five minutes, .He smells my skin, touches my arm and suddenly turns around and walks away. The mother, always firm, did not remove her eyes from her grown-small, and luckily did not move.

Guests speechless, emotion flowing in the veins in the form of adrenaline, the muscles are petrified and felt a warmth along the body that made you practically a stove.

I let pass the whole herd and do a glare to the guide driving behind me, who later apologizes for putting me in that situation. 
Guests don't speak but they are visibly excited. 
Well in fact it's not common every day. 

Later I analyzed the situation: I made the right choice. If I tried to move the vehicle or had fidget myself, the elephant could get scared and attack me, while he was simply curious to know who we were, a young curiosity. 
I recognized his intentions. 

We continue to observe the group and then we go to the village.

The village belongs to Riemvasmakers people, deported from South Africa following the laws on the relocation of ethnic groups during the Apartheid regime. It is a small and quiet village, populated by women and children, men work elsewhere and come back regularly to visit family. 
Here we take a coffee and listen to the story of the people and the village. And of course we see another group of elephants cross the plains from the mountains and go to the waterhole. Very close to the village. 
Occasionally one of them enters the village but the population don't do anything, just make a little noise and pachyderms leave no damage ... or almost. Sometimes they pull down the fence and make escape the goats, but it is acceptable.

A wonderful coexistence.

As I said earlier (THE ELEPHANT'S RIVER PT I), the community has realized that the wildlife is a resource and not a threat and protects it as his own property. And in fact it is, is their land, so it is logical don't you think?

After this break we go for the lunch on the riverbed along the road back to Damaraland camp. Here I find a very large Ana tree (Faidherbia albida) and I decide it will be our ideal. I stop and I moved down the car the guests after having carefully observed the area. Another beautiful experience begins: the River Lunch, lunch on the river bed. There is nothing beautiful as having lunch under a Faidherbia albida tree outdoor in the middle of the desert. First course, main course, cheese (Blue Cheese), Biltong, dried South African sausages (Droëwors), beer, wine, fruit, coffee and ... elephants watching us.

They pass  next to us, relatively, and in any case I had already put everything into the car and guests were on the Land Rover, on the ground I was alone.


Safety first!

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