Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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lunedì 10 agosto 2015

Africa, the mother land: Tanzania. SAFARI GUIDE LIFESTYLE

Fare la guida di safari non è solo un lavoro, è una scelta di vita.

Dik Dik - Madoqua Kirkii - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Sembra essere banalmente percepibile come scontato agli occhi di chi non ha fatto questa scelta, ma occorre essere consapevoli, non è una fuga, non è un rifiuto, non è nemmeno un’avventura fine a sé stessa, è un progetto.

Comporta sacrifici e tanto tanto studio, sappiatelo.

Sono una guida professionista certificata AFGA, African Field Guide Association, e imparo tutti i giorni qualcosa di nuovo. Ho intrapreso questa strada perché ho capito che nella vita bisogna fare quello che ci piace, non quello che gli altri si aspettano da noi. O peggio, quello che noi aspettiamo da noi stessi, proiettando aspettative erronee e fuorvianti per la nostra personale realizzazione e felicità.

Ok, fin qui tutto bene, ve l’ho già spiegato in altri articoli e momenti.

Yellow Baboon - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Passiamo alla parte pratica: come diavolo hai fatto a trasformare la tua vita in questa direzione? A parte la motivazione profonda che mi ha spinto, beh prima di tutto mi sono sbattuto parecchio per trovare la soluzione. Mi sono informato, ho scritto contattato e trovato corsi di formazione ed approfondimento che mi hanno dato la direzione. L'AIEA, Associazione Italiana Esperti d'Africa, mi ha dato la prospettiva dei corsi di formazione che mi avrebbero nel futuro dato la possibilità di accedere a questo tipo di vita. Nonostante io abbia una laurea in biologia ecologica con orientamento in etologia ed una laurea specialistica in Ecologia, non è stato affatto semplice superare gli esami, teorico e pratico in seguito, si può tranquillamente affermare che mi hanno fatto letteralmente un culo così! E meno male! Perché soltanto dopo, lavorando sul campo ho capito quanto la mia preparazione fosse necessaria e fondamentale. Con grande sorpresa mi sono ritrovato migliore di altri, più pronto, più competente e più capace di gestire le varie situazioni che possono capitare, sia dal punto di vista naturalistico che da quello organizzativo, di ospitalità, di gestione degli ospiti e degli imprevisti. Sono un genio? Sì lo ammetto sono migliore di tutti voi e vi mangio a colazione se osate sfidarmi. Ma per favore, che idiozia, no, sono esattamente come voi, solo sono preparato e motivato e questo fa la differenza. Ho naturalmente moltissimo da imparare e cresco professionalmente ma mi sono evoluto un po’. Sono manager di un campo tendato e sono responsabile delle guide e dei drivers, oltretutto sono diventato anche un trainer. Fico no? Certo ma non facile anzi. Prima di tutto bisogna sapere di cosa si parla per capire. Questa non è una vita facile (I LEONI RUGGISCONO DI NOTTE).
Lion's cub - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved

Tuttavia onestamente, è la migliore scelta che abbia fatto in vita mia. Ho imparato ed imparo tuttora un sacco di cose. Ogni giorno è diverso e mi regala esperienze incredibili. Ho superato alcuni limiti che avevo anche dopo essere diventato guida certificata e miglioro la mia conoscenza naturalistica in maniera concreta. Giro scalzo per il campo, all’inizio ero titubante e parecchio indispettito nel farlo, ma poi ho osservato, capito e fatto mia questa abitudine che ha il mio Boss. Ovviamente ci sono molte controindicazioni nel farlo: spine, sabbia, terra, polvere e insetti fastidiosi, ma superato il limite, basta prestare attenzione a quello che si fa e tutto risulta naturale. Cammino nel bush come se l’avessi sempre fatto, tra l’erba alta 4 metri circa, l’elephant grass (Pennistum purpureum), che si chiama così perché nasconde persino gli elefanti, con una certa attenzione a dove metto i piedi e a quello che si muove intorno a me. Non è difficile, non è pericoloso, se sai quello che fai e nello stesso tempo è incredibile se ci pensi su un attimo.
Me and an Elephant @ Mdonya Old River Camp - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved


Ho imparato a gestire gli elefanti. A piedi. Il campo è pieno di elefanti, entrano ed escono a loro piacimento giorno e notte, per brucare l’erba, strappare le foglie degli alberi e smuovere i tronchi per far cadere i frutti di Acacia tortilis di cui sono ghiotti. Spesso spaccano i rami e scorticano i tronchi, ogni tanto fanno cadere anche gli alberi. Si avvicinano e si possono osservare benissimo. Li stiamo identificando uno per uno e costruiamo loro una carte di identità da condividere con i ricercatori dello STEP (Southern Tanzania Elephant Project), abbiamo dato loro anche un nome per ciascuno ed è stupendo salutarli la mattina, il pomeriggio o la notte quando decidono di venire a trovarci.  Ho imparato a non avere paura di loro e a reagire correttamente ad una mock charge anche a piedi. I maschi adulti sono più semplici perché quando non sono in Musth, stato particolare di eccitazione sessuale il cui il testosterone aumenta vertiginosamente causando un’alterazione comportamentale significativa, “eccolo che ricomincia a sproloquiare in termini incomprensibili”, diventando molto aggressivi e pericolosi, sono calmi e rilassati, basta non bloccare loro la strada e lasciar loro lo spazio necessario per muoversi e puoi star loro anche a distanza ravvicinata. 
Elephant @ Mdonya Old River Camp - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Ho imparato dai Maasai come muovermi, senza correre assolutamente, senza mostrare paura e stando fermi e dritti, se caricano, spesso lo fanno solo per allontanarti quindi basta fare due o tre passi indietro in modo tranquillo e la cosa finisce lì. Altra cosa importante è mettere un ostacolo tra noi e loro, tipo un tronco e la situazione è sicura. Ovviamente bisogna sempre valutare il contesto e l’animale che si ha di fronte, anche loro hanno il loro carattere ed esistono quelli più calmi e tranquilli e quelli più agitati. Mad Max è uno di questi, l’abbiamo chiamato così proprio per la sua diffidenza e una certa propensione al nervosismo. Con lui nel campo bisogna stare all’occhio e muoversi in maniera prudente. Charlie, Louis e Sikiu Mbovu sono decisamente più amichevoli, soprattutto quest’ultimo che birichino com’è ha deciso di spaccare i tubi dell’acqua per bere direttamente l’acqua pulita, con una certa simpatia per la mia doccia. Ogni giorno più o meno arriva e puntualmente ne combina una delle sue. Ma è quello a cui mi posso avvicinare più facilmente, l’altro giorno mentre lo riprendevamo con il cellulare ha toccato lo schermo con la proboscide, giusto per ricordarci che non gliene importa nulla se lo sgridiamo, lui fa quello che gli pare, è un pachiderma adulto di 6 tonnellate, vuoi che si impressioni per un “omiciattolo” di soli due metri? Con i giovani maschi è un po’ diverso, sono meno a proprio agio quindi più nervosi, abbiamo Kino e Mitz ultimamente, il primo è adulto e ha la sua personalità il secondo è più giovane ed impara dagli altri. Mi piace averli nel campo, li ho chiamati con i nomi dei miei due fratelli, eh beh la famiglia innanzitutto.
Elephant @ Mdonya Old River Camp - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Sono particolarmente felice di avere alcuni gruppi di elefanti che vengono a trovarci, con tanto di piccoli di diverse età, è un buon segno e fa sempre piacere vedere questi cuccioli giocare e tentare di caricare impala, francolini e scimmie per dimostrare che sono capaci anche loro, nonostante siano buffissimi da osservare, soprattutto quando inciampano o si spaventano quando i francolini si alzano in volo e si guardano attorno sperando di non essere stati visti perché hanno fatto una figuraccia e si rifugiano tra le gambe delle madri. Con le femmine nel campo però è tutta un’altra cosa. Con queste non si scherza affatto, proteggono i loro piccoli da ogni cosa, noi compresi, e caricano, senza fermarsi. Le sorelle più grandi non sono da meno, quindi molto meglio star loro alla larga.
Me and an Elephant - Ruaha National Park - Tanzania -  ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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LE NOTTI SILENZIOSE SONO LE NOTTI MIGLIORI

I LEONI RUGGISCONO DI NOTTE

IL VIAGGIO

ENGLISH VERSION
Being a safari guide is not just a job, it’s a lifestyle

It seems to be perceived as trivially obvious for those who have not made this choice, but you must be aware it is not an escape, it is not a denial, it's not even an adventure in itself, it’s a project
.
It involves sacrifices and so much study, this has to be known.

I am a professional safari guide certified AFGA, African Field Guide Association, and I learn something new every day. I started this project because I realized that in life you have to do what you like, not what the others expect by you. Or worse, what we expect of ourselves, projecting erroneus expectations which become misleading for our personal fulfillment and happiness.

Ok, so far so good, I have already explained this in other articles and posts.

Let's move on to the practical part: how the hell did you transform your life in this direction? Aside from the motivation that prompted me, well first of all I had to overcome a lot to find the solution. I informed myself, I wrote emails, contacted people and found some training that gave me the direction. The AIEA, Associazione Italiana Esperti d'Africa, has given me the perspective of the training courses that they would in future given  me the opportunity to access this kind of life. Although I have a degree in ecological biology  with orientation in ethology (behaviour biology) and a degree in Ecology, it was not easy to pass exams, theoretical and practical,  you can safely say that I was put through my paces! And thank goodness! Why only after working in the field I realized how my preparation was necessary and essential. With great surprise I found myself better than others, more ready, more competent and better able to handle the various situations that can happen, both from the naturalistic point of view and from that organization, hospitality, guest management and other challenges. I'm a genius? Yes I admit I'm better than all of you and I’d kick your butt if you dare challenge me. But please, that idiocy, no, I'm just like you, only I’m prepared and motivated and that makes the difference. Obviously I have a lot to learn and grow professionally but I have evolved a bit. I’m a  manager of a tented camp and I’m responsible for guides and drivers, plus I became a trainer. Cool yes? But certainly not easy indeed. First you need to know to understand what it's about. This is not an easy life (LIONS ARE ROARING AT NIGHT).
However, honestly, it is the best choice I've made in my life. I learned and I’m still learning a lot of things. Every day is different and gives me incredible experiences. I passed some limits that I had even after becoming certified guide and improve my knowledge of nature in a concrete way. I walk around barefoot into the camp, at first I was hesitant to do so and quite worried, but then I have observed, understood and made my habit that my Boss normally do. Obviously there are many drawbacks in doing so: thorns, sand, soil, dust and annoying insects, but crossed the line, just pay attention to what you do and everything is natural. I walk in the bush as if I had always done, in the tall grass about 4 meters, the elephant grass (Pennistum purpureum), which is so called because it hides even the elephants, with some attention to my steps and what moving around me. It’s not difficult, it’s not dangerous, if you know what you do and at the same time it's amazing if you think about it for a moment.

I learned how to manage elephants. On foot. The camp is full of elephants, moving in and out at will day and night to graze the grass, tearing the leaves of the trees and move the logs to bring down the fruits of Acacia tortilis which are greedly eaten. Often they split branches and strip out the trunks, sometimes they brake even trees. They can be approached and can be observed very well. We are identifying them one by one and we create identity cards to share with researchers of  STEP (Southern Tanzania Elephant Project), we gave a name to each one of them and it is wonderful to greet them in the morning, afternoon or night when they decide to come visit us. I learned not to be afraid of them and react properly to a mock charge on foot. Adult males are easy because when they are not in Musth, a particular state of sexual excitement where testosterone increases dramatically causing significant behavioral alterations, "here he begins to rant in incomprehensible terms", becoming very aggressive and dangerous, they are calm and relaxed, just without blocking them off and leave them enough space to move around and can keep up with them even at close range. I learned from the Maasai how to move and absolutely not run away, without showing fear and standing still and straight, if they charge, they often do so just to put you away so you have to make two or three steps back so quiet and it ends there. 

Another important thing is to put a barrier between us and them, like a log, and the situation is safe. Obvoiusly you should always evaluate the context and the animal that is in front of you, they have their own character and there are those very calm and quiet and other more nervous. Mad Max is one of these ones, we called him so because of his mistrust and a certain tendency to nervousness. With him around you have to move in a prudent manner. Charlie, Louis and Sikiu Mbovu are much friendlier, especially the latter one that fluffy decided to split the water pipes to drink straight clean water, with some sympathy for my shower. Every day more or less he comes and makes some troubles. But it is one to which I can approach more easily, one day while we were filming him with the phone he has touched the screen with his trunk, just to remind us that he doesn’t care if we scold him, he does what he wants, he is an adult pachyderm weighing 6 tons, do you think he could be impressed by a 2 meters tall "little man"? With young males is a bit different, they are less confident and more nervous, we have  Kino and Mitz around, the first is an adult and has his personality whilst the second is younger and is learning from others. I like to have them in camp, I called them with the names of my two brothers, well family first.

I am particularly happy to have some groups of elephants who come to visit us with little calves of different ages, it’s a good thing and it's always nice to see these calves play and try to charge impalas, francolins and monkeys to show that they are capable too despite being very funny to watch, especially when they stumble or get scared when francolins take off and look around hoping not to be seen because they have been made a fool of and take refuge between the legs of the mothers. With females in camp, however, it’s a different thing. You do not mess with them at all, they protect their calves from everything, including us, and they really charge, without stopping. The older sisters are no different, so much better to be careful.


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THE END OF AN ADVENTURE



venerdì 16 gennaio 2015

Non c'è avventura senza Video - There's no Adventure without videos: SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT




Non c'è Avventura senza video giusto?

QUINTO video preparato per voi: SOSSUSVLEI PANORAMIC FLIGHT EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Buona visione


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SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT


There's no Adventure without video, don't you think?

Here the FIFTH video made for you: SOSSUSVLEI PANORAMIC FLIGHT EXPERIENCE, NOT AN ORDINARY DESERT EXPERIENCE

Have a good vision

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SOSSUSVLEI NAMIB DESERT PANORAMIC FLIGHT

SANDWICH HARBOUR 4X4 NAMIB DESERT

A NIGHT DRIVE WITH LIONS

lunedì 22 dicembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT III

Ritornando verso il Damaraland camp si attraversa un’ansa del letto del fiume che compie una curva e si apre in una zona priva di alberi, dominata da una vegetazione a prateria.
Ostriches damaraland namibia safari
Ostriches (Struthio camelus) - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Scorgo da lontano una sagoma a me ormai piuttosto familiare: struzzi. Sono un bel gruppo, saranno una ventina, con maschi in guerra tra loro per effettuare le parate nuziali, combattono e si mostrano in splendida forma, con viso, collo e zampe rosa scuro tendente al rosso e un sacco di energia da vendere. Si affrontano in quella che nel mondo dell’etologia viene definita “arena” uno spazio non per forza circolare dove gli esemplari maschi delle specie avicole si combattono e si mostrano alle femmine per essere scelti. La scelta è sempre femminile e gli struzzi non fanno eccezione. 
Avete presente il balletto che compiono nel film di animazione "Fantasia" della Disney? Dove ballano con le “ippopotame”? Beh le piroette che compiono sono proprio quelle di un ballerino di danza classica, vorticando su se stessi per poi fermarsi di colpo e correre da una parte all’altra del palcoscenico. L’osservazione della natura ci può essere d’aiuto e se guardiamo il cartone animato, che peraltro io ho sempre amato fin da piccolo, riconosciamo i perfetti movimenti di questi splendidi animali rivisitati in chiave di balletto, che in realtà è già contenuto nel loro stesso comportamento. 
Meraviglioso non credete? Si vede che i disegnatori e registi avevano avuto l’occasione di poter vedere proprio questo spettacolo naturale, perché di questo si tratta.
ostriches namibia damaraland safari
Male Ostriches fighting (Struthio camelus) - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Proseguiamo un po’ e seguendo le tracce sulla sabbia, incontriamo un altro gruppo di elefanti. Dunque ricapitolando siamo a 25 + 13 + 30  = 68 direi non male in una sola giornata eh? Ma questo è merito della guida… ”vola basso Pompele e non te la tirare, che sei solo un novellino in fondo” “giusto, giusto, non esageriamo, sono proprio un novellino in fondo”.

Questa volta gli elefanti camminano decisi tutti in una direzione, in una specie di fila indiana, si chiamano Game Tracks, gli animali sociali seguono sempre un individuo che si mette in testa e li guida in una direzione,
lappet faced vulture namibia
Lappet-faced Vulture (Torgos tracheliotus) - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
e scavano dei sentieri che ripetono costantemente, non importa se sono erbivori o carnivori, anche i leoni lo fanno, minimizzando l’energia spesa e la possibilità di disperdere il gruppo mantenendo un contatto visivo sempre con quello davanti a loro, in questo modo riescono anche a difendersi dai possibili predatori. In questo caso le Game Tracks diventano Elephant’s Highways, perché sono obiettivamente più grandi e meglio tracciate.

Li seguo, so dove stanno andando, la matriarca li sta guidando al di là della montagna, e così ho l’occasione di mostrare ai miei ospiti un sentiero che essi usano per valicare le montagne. 

“Come scusa, valicare le montagne?” “sì sì, proprio quello, aspetta che ci arriviamo”. 

Gli elefanti del deserto possono arrivare a pesare circa 6 tonnellate, i maschi adulti, mentre le femmine sono più “leggere”, diciamo. Sembra impossibile ma sono agilissimi e riescono letteralmente a scalare le montagne, possono passare in stretti che assomigliano ai nostri sentieri alpini, alcuni di questi anche a strapiombo con una facilità sorprendente, da vere guide alpine adottano la stessa tecnica di camminata che ho io in montagna: piano seguendo il proprio passo, senza accelerare o rallentare, ma senza fermarsi mai. In 20 minuti sono sul costone della montagna e attraversano il piccolo passo. Vi siete mai chiesti come ha fatto Annibale ad attraversare le Alpi per marciare verso Roma? Beh ha sfruttato la caratteristica di questi splendidi ed evolutissimi animali, capaci di adattarsi a qualsiasi habitat e condizione, da quelle più “classiche” di savana, a quelle più estreme del deserto e delle montagne. 

Meraviglioso. Semplicemente meraviglioso.

Faccio il giro delle due colline vulcaniche che prima ho chiamato montagne, “ah ecco perché le hanno scalate, 
elephants damaraland namibia
Elephants - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
sono solo collinette” “mica tanto, sono piuttosto difficili da affrontare credimi, anche se non sono tanto alte come le Alpi” e ci ritroviamo in un'altra piana dominata da erba. Gli elefanti stanno scendendo verso la pianura e si dispongono come sempre con i cuccioli al centro del gruppo a difesa e protezione. Un individuo, non ho riconosciuto se era maschio o femmina, ero piuttosto lontano, si arrampica letteralmente sul pendio davanti a noi per andare a divorarsi un cespuglio che cresceva sul quel lato, una meraviglia vederlo salire con una leggerezza impensabile per un animale delle sue dimensioni, e questo conferma il fatto che non hanno assolutamente bisogno di sentieri, loro i sentieri se li fanno da soli.
sunset damaraland namibia safari
Sunset - Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Mentre anche questo gruppo si allontana decidiamo di tornare al campo e prendiamo la strada che porta al Damaraland camp, nel frattempo, avvistiamo Orici e Springboks ed assaporiamo l’ultima ora di luce nel ritorno in una delle zone più belle ed incredibili che io abbia mai visto. Terra di contrasti e di bellezza, di luce e di buio, di montagne e pianure, di elefanti e di uomini. 

Ve l’avevo detto no, che mi era entrato nel sangue?

Domattina andremo in cerca dei leoni e dei rinoceronti, ma per oggi abbiamo fatto il pieno.

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Africa, the mother land: Namibia. IL FIUME DEGLI ELEFANTI PTII

Africa, the mother land:Namibia. IL FIUME DEGLI ELEFANTI PT I

Africa, the mother land: Namibia. HOW IS IT? VEEEEERY VERY HOT


English version 

Returning to Damaraland camp we cross a bend in the riverbed that makes a curve and opens in an area free of trees, dominated by prairie vegetation.

I see from a distance a silhouette quite familiar to me: ostriches. They are a great group, will be average twenty, with males at war with each other to perform the nuptial parades, fight and show in great shape, with the face, neck and legs reddish pink and a lot of energy to spare. Facing off in what in the world of ethology is called "arena" a space not necessarily circular where the males of the avian species fight and show themselves to be chosen by females. The choice is always feminine and ostriches are no exception.

You know the ballet performed in the Walt Disney animated movie "Fantasia"? Where they dance with the hippos? Well, pirouettes are those of a ballet dancer, twisting on himself and then stop suddenly and run from one side to the other of the stage. The observation of nature can help, and if we see the cartoon, which in fact I have always loved since childhood, we recognize the perfect movements of these beautiful animals' twist ballet, which in fact is already contained in their behaviour. Wonderful don't you think? Designers and directors had the opportunity to see just this natural show.

We continue a while and following the tracks on the sand, we meet another herd of elephants. So in average we have 25 + 13 + 30 = 68 I could say: "not bad in one day" But this is about the guide ... "Pompele fly down, you're just a rookie" "right, right, I'm just a rookie"

This time all the elephants are walking in one direction, in a kind of single line, called Game Track. Social animals always follow an individual who lead them in a direction, digging paths that they constantly repeat, no matter if they are herbivores or carnivores, even lions do this, minimizing the energy consumption and the possibility to disperse the group always keeping eye contact with the one in front of them. In this way, they are also able to defend themselves from predators. In this case the Game Tracks become Elephant's Highways, because they are objectively bigger and better drawn.


I follow them, I know where they are going, the matriarch is leading them beyond the mountains, and so I have the opportunity to show my guests the path they use to cross the mountains. "They cross the mountains?" "Yes, yes, just that, expect that we get there."

The desert elephants can weigh about 6 tons, adult males, while females are "lighter". It seems impossible but they are very agile and can literally climb mountains with astonishing ease, may move in narrow that resemble our mountain's trails, some of these also overhanging. They use the same technique of an Alpine mountain guide, the same that I use to walk in the mountains: slowly following your step, without speeding up or slowing down, but without ever stopping. In 20 minutes they are on the side of the mountain and across the small pass. Have you ever wondered how did Hannibal crossed the Alps with War Elephants to march to Rome? Well, he exploited the characteristics of these beautiful and very advanced animals, able to adapt to any habitat and condition, from the most "classic" savannah, to the most extreme desert and mountain.

Wonderful. Simply wonderful.

I turn around the two volcanic hills that before I called mountains, "ah that's why they climb, they are just hills" "not so, they're quite difficult to deal with, believe me, even if they are not so high as the Alps" and we are in another plain dominated by grass, the elephants are coming down to the plain and have usually calfs at the center of the group for the defense and protection. An individual, I did not recognize if it was male or female, I was pretty far away, climbs literally on the slope in front of us to go to devour a bush growing on that side, a wonder to see him come up with a lightness unthinkable for an animal of its size, and this confirms the fact that they have absolutely no need of paths, their make paths by themselves.

While even this group moves away we decided to return to the tented camp and take the road that leads to Damaraland camp, meanwhile, we spot Oryx and Springboks and we taste the last hour of light in the bush in one of the most beautiful and amazing area that I have ever seen. Land of contrasts and beauty, light and dark, of mountains and plains, elephants and men. I told you, that I had entered the blood?


Tomorrow morning we will go searching for lions and rhinos, but for today it's enough.

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Africa, the mother land: Namibia. HOW IS IT? VEEEEERY VERY HOT

mercoledì 26 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSHLIFE PTII

Uno degli aspetti che mi preme di più sottolineare, anche durante i safari con i miei ospiti, è che dobbiamo cominciare a considerarci in modo diverso, senza per forza concentrarci su di noi, ma rivolgendo lo sguardo intorno a noi. In questo la BUSH LIFE è maestra e aiuta. Chiarisco meglio il concetto. "Eh sarà meglio!" "Ci stavo giusto arrivando, con calma."
kori bustard etosha namibia
Otarda di Kori maschio in amore - Male Kori Bustard in love - Ardeotis kori - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
È appunto la calma che dovrebbe essere la nostra guida, non la frenesia tipicamente occidentale di affrontare la vita, e questo anche nella savana: non dobbiamo perdere tempo, questo sicuramente, anche perché non dobbiamo sprecarlo visto che godiamo dell’opportunità unica e per alcuni irripetibile, di essere in luoghi meravigliosi con tantissime cose da vedere. Tuttavia non dovremmo nemmeno pretendere di correre per vedere questo e quell’altro, quell’animale in accoppiamento oppure quel gruppo di leoni alla pozza che potrebbero andarsene da un momento all’altro. Certo se li vediamo siamo più felici ed abbiamo portato a casa il nostro obiettivo, ma se li abbiamo visti con calma, e ci siamo goduti i momenti anche quando non c’era niente di interessante da vedere, la soddisfazione e la pace che sentiamo dentro aumenta in modo esponenziale. Oltretutto rischiamo di correre nella savana avanti e indietro senza riuscire a vedere alcune cose che potrebbero essere molto interessanti, oppure molto emozionanti. Io ad esempio cerco sempre di far capire dove siamo, fornendo strumenti in grado di decodificare l’ambiente dove ci troviamo e quindi godere appieno dell’esperienza di savana, guardando sia le praterie, che la boscaglia, le zone cespugliose e quelle diradate, intuendo e capendo perché lì c’è quel tipo di vegetazione e di conseguenza che animali possiamo aspettarci di trovare.
cheetah cubs etosha namibia
Giovani ghepardi in caccia - Young cheetahs in hunting time - Acinonyx jubatus
 Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Magari indovinandone la posizione si può provare a cercare il leopardo sui rami degli alberi, ma occorre andare molto piano con la macchina e guardare in ogni direzione, con attenzione ed in ogni caso, per avvistare un leopardo nel bush occorre soprattutto una buona dose di fortuna! La fortuna con gli animali selvaggi è una buona parte della riuscita di un safari (l’altra è la guida ovviamente ndr), certi giorni si possono vedere molte specie diverse, altri invece il vuoto assoluto, ça depend, dipende, non la puoi certo stabilire tu la tua fortuna, giusto? Sbagliato. A mio avviso invece puoi influenzarla eccome! Se ti avvicini ad una dimensione più calma, meno frenetica e galoppante puoi spostare l’ago della bilancia della buona sorte verso di te e godere dei suoi frutti più dolci. Ovviamente può anche non succedere, non è mica scienza la mia opinione (per ora nds), e se non capita? Pazienza, ti sarai comunque goduto il momento, senza recriminazioni, e il giorno dopo speri che possa, ma non è scontato, andare meglio. Questo tipo di atteggiamento mentale consente di avvicinarsi molto di più alla BUSH LIFE e ad i ritmi che la caratterizzano. Il ritmo è vita, e da percussionista ne so qualcosina in effetti, scandisce la tua giornata e gli equilibri naturali che regolano la savana. Faccio un esempio chiarificatore. "Uff meno male, che quando attacca a parlare così faccio fatica a seguirlo…ecco appunto, vai!" Quando il sole sta andando a tramontare, il tempo a tua disposizione per godere della luce solare è poco e limitato, perché a seconda della latitudine in cui ti trovi, che sia East Africa sull’equatore, dove il fenomeno è più chiaro, sia che tu sia in Southern Africa, magari intorno al 23° Parallelo sud, ovvero il Tropico del Capricorno, quando il sole va giù, decide, passatemi l’espressione, di andare senza lasciarti molto spazio di manovra magari per decidere di prendere l’attrezzatura fotografica. Va giù e basta e di solito ci mette circa un quarto d’ora, dopodiché è buio, esso non cala lentamente, è proprio buio pesto! Questo fenomeno implica che tu sia sempre pronto ad ogni evenienza e reattivo verso ciò che sta succedendo intorno a te, in tutti i campi, perciò sei molto più connesso ai ritmi naturali rispetto a quando sei in Europa, ad esempio. E questo ha un’influenza positiva su di te come non ti immagini neanche. Stai bene, semplicemente bene, è meraviglioso
southern black korhaan etosha namibia
Southern Black Korhaan - Afrotis afra - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
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Un altro aspetto che su cui voglio focalizzare l’attenzione è abbastanza semplice: noi siamo ospiti, non padroni. Sembra una sciocchezza banale, ma in realtà non lo è e vi spiego qui il perché. Ovviamente se andiamo in vacanza in un altro paese siamo ospiti e non pretendiamo mica che tutto sia piegato al nostro volere, giusto? Sbagliato anche stavolta. Spesso infatti siamo convinti di essere rispettosi nei confronti del paese ospitante ma in realtà non lo siamo affatto. Questo non per maleducazione, che comunque è riscontrabile ovunque in qualsiasi nazionalità, bensì per abitudine. Noi italiani ad esempio non abbiamo l’abitudine di dare la mancia, perché da noi non si fa, mentre in tutti i paesi di lingua inglese è consuetudine dare la mancia per qualsiasi servizio si riceva, che sia il ragazzo che porta le valigie in camera o la guida che ti segue per il safari o ti fa visitare un luogo magnifico dedicando tutta la sua attenzione e professionalità a te, oppure il cameriere che ti sta seguendo al tavolo, tutte queste persone campano letteralmente sulle mance che vengono date loro, e quindi rifiutarsi di dar loro ciò che a loro spetta è come derubarli. Ma voi direte: "ma se già pago per un servizio e loro vengono pagati per farlo, perché dovrei dar loro di più?" Semplice, perché loro vengono pagati poco e le vostre mance fanno la differenza e poi perché in realtà non vi costa molto, il cambio è molto favorevole e per voi sono solo pochi spiccioli, in secondo luogo è buona educazione per Dio!
elepahnts etosha namibia
Elephants dust bathing @waterhole - Etosha National Park
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
Il rispetto del valore del lavoro si vede anche da questo e noi non possiamo pretendere rispetto senza dar agli altri lo stesso. Il discorso non è soltanto collegato alle persone, ma anche al luogo dove ci troviamo, la savana appunto. Anche qui noi siamo ospiti e non padroni, non è la nostra casa di cui disporre a piacimento senza rispetto dei suoi abitanti. Gli animali selvaggi sono a casa loro e non possiamo interagire, magari avvicinandosi troppo o parlare ad alta voce, spesso urlando, altro tipico atteggiamento italiano ma non solo, credetemi, disturbando perciò le loro attività. In parte già li disturbiamo con la nostra presenza, facciamo in modo di non essere troppo invasivi e limitiamo al limite il disturbo che potremmo creare loro. Oltretutto in alcuni casi è sconsigliabile se non pericoloso per la nostra incolumità avere atteggiamenti di questo tipo. Con gli elefanti ed i rinoceronti questo è abbastanza chiaro e risaputo, ma anche con altre specie può non essere una buona idea. Facciamo un esempio pratico connesso alla nostra vita: se uno sconosciuto entra in casa tua, senza danneggiare niente, tentare di rubarti nulla o farti del male, non è questo il caso, ma passasse nel tuo salotto davanti a te mentre stai guardando la tv e andasse in cucina bello sereno e tranquillo, rovistando nel frigo aprendosi una birra davanti a te, non ti darebbe come minimo fastidio? Secondo me andresti su tutte le furie. Giusto? E allora, se sei in un veicolo, blocchi e tagli la strada ad un animale o ad un gruppo che sta attraversando per andare alla pozza oppure semplicemente si sta spostando in quella direzione, perché non dovrebbe andare lui/ loro su tutte le furie? In fondo è casa sua/loro no? Il punto è proprio questo, ci vuole rispetto per il posto dove ci si trova in ogni caso, senza sostare per troppo tempo davanti o troppo vicino all’animale, proviamo a comportarci in modo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, anche questa è BUSH LIFE.



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Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I



mercoledì 19 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I

In Africa, quasi tutti, mi danno 27 anni e dire che ne ho 32! Non male direi! Di solito rispondo “It’s the Bush Life! Mi mantiene giovane!” In realtà non posso permettermi di dirlo perché non ho una esperienza tale da ammettere che questa possa avere avuto una certa influenza sul mio invecchiamento, sono solo un novellino in fondo. La verità è che io mi sento talmente bene in mezzo al bush che probabilmente il mio viso si distende al punto che sembro più giovane, complice anche il fatto che faccio quello che mi va di fare e quindi sono piuttosto felice. Una combinazione vincente.
black backed jackal
Sciacallo dalla gualdrappa -Black Backed Jackal - Canis mesomelas - Etosha national Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
La BUSH LIFE è decisamente diversa dalla vita che faccio in Italia. Primo ti alzi presto la mattina, intorno alle 5:00 e vai a letto presto, intorno alle 22:00. Dopo un po’ non hai neanche bisogno di metterti la sveglia, ti svegli da solo tutto contento di poter cominciare un’altra giornata. E come dice il mio amico e collega François, “Another great day is starting in Namibia, Land of the Brave!” un ottimo claim per cominciare bene la giornata. Il punto è che ti accorgi velocemente che tutta una serie di bisogni che dai per scontati come necessari al tuo vivere ed al tuo benessere sono completamente inutili ed obsoleti, sei felice di essere lì e quindi non ti serve granché, diventi rapidamente più wild, al punto da usare raramente le scarpe. Io non lo consiglio mai ai miei ospiti, potrebbero esserci animali diciamo “fastidiosi”, ragni, scorpioni, insetti etc.. a  parte il fatto che come un bambino davanti alle caramelle io mi incanto ad osservarli e la mia curiosità scientifica prende il sopravvento, sono meravigliosi se li si osserva con una prospettiva diversa. In ogni caso ci può stare, è casa loro, siamo nella savana, non a Porto Cervo. Perciò le scarpe chiuse sono fondamentali per proteggersi i piedi durante la giornata, ma ad esempio io in tenda non vedo l’ora di togliermele e girare scalzo, non che abbia un sacco di tempo libero, al contrario, quindi in effetti non lo faccio spesso, ma quando capita, me lo godo alla grande! Un’accortezza da applicare sempre è di non lasciare le calzature all’esterno e sempre rivoltarle scuotendole prima di infilarle, per evitare di mettere il piede all’interno della scarpa temporaneamente abitata da un simpatico inquilino. Un’altra cosa che mi piace fare è la doccia all’aria aperta, ti da un senso di libertà incredibile ed un contatto con l’ambiente circostante. Meraviglioso.
bush grass namibia etosha
Bush grass - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Ovviamente tutte le docce sono private e ben coperte in modo che la privacy sia sempre mantenuta, ma queste sono quasi sempre all’esterno dello spazio della tenda, con l’aria libera di circolare e vuoi mettere stare all’aria aperta dopo una bella doccia corroborante? Aaaaahhhh che meraviglia… Bisogna solo avere attenzione a non farsela prima di andare a letto, potrebbe fare giusto un po’ freddino.
Incredibilmente scopri di te tante cose, la prima notte nel bush può spaventare, senti un sacco di rumori di animali che passano di fianco alla tenda, di uccelli che gridano allarme perché si avvicina un pericolo, di sciacalli che ululano e girano per le tende senza il minimo timore, di leoni maschi che ruggiscono più o meno in lontananza e che ti sembrano essere a mezzo metro da te tanto è potente il loro ruggito, mentre sono ad un paio di km o a qualche centinaio di metri dal campo. Iene che in gruppo fanno piuttosto rumore, magari eccitate dalla frenesia di aver sottratto una carcassa ad un leone o per una caccia occasionale. La notte è vivissima! Spesso sono erbivori che brucano dietro alla tenda a darti più o meno fastidio e non riesci a dormire le prime volte, vuoi l’emozione, che c’è, di essere lì in mezzo alla natura selvaggia, vuoi il fatto che normalmente a meno che tu non viva in campagna non sei più abituato a tutto questo via vai naturale
lions pride etosha namibia
Lions - Panthera leo - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
, ma ti è più familiare il rumore delle macchine in strada o il camion della nettezza urbana che ritira i tuoi rifiuti. Personalmente questo è quello che non mi fa dormire la notte in Italia e ho sempre qualche difficoltà a prendere sonno una volta tornato. Ma io sono un caso disperato, a me la BUSH LIFE piace da morire! Normalmente gli ospiti che non sono mai stati in safari mi chiedono sempre se è pericoloso e tutti questi rumori spaventano molto, io dico ovviamente di no che i campi sono sicuri, non è del rumore di zoccoli che bisogna avere paura, ma del silenzio. Quando ci sono i predatori, leoni, leopardi o altro non c’è il minimo brusio o rumore, tutto si zittisce e persino i grilli tacciono, perciò finché sei in mezzo alla confusione, tutto va benissimo! E dopo un po’ concilia anche il sonno, oltre al fatto che sei praticamente distrutto a fine giornata e non vedi l’ora di toccare il cuscino per dormire un po’. La mattina sono i volatili a svegliarti, tra un cinguettio e uno stridere o un gracchiare di faraone selvatiche ti alzi in modo piuttosto naturale e appunto un’altra giornata fantastica sta per cominciare.
Gli aspetti fondamentali su cui ti focalizzi sono il cibo e il sonno, il resto passa in secondo piano, scopri velocemente e sorprendentemente che queste necessità sono quelle da te più attese ed agognate, il senso di fame aumenta, complice il fatto che la maggior parte viene in vacanza e quindi si rilassa parecchio e l’appetito cresce. Questo trova poi sfogo a colazione, pranzo e cena e quasi tutti gli italiani si stupiscono che in Namibia si mangi così bene, mi fa sempre sorridere molto, perché noi italiani abbiamo la cultura del cibo e perciò pensiamo che al di fuori del nostro Bel Paese, siano rare le occasioni di mangiare come si deve, e come una specie di default diamo per scontato che non sarà così. I viaggiatori più esperti invece sanno bene che non è solo in Italia che ci si può alimentare con gusto ed una certa soddisfazione, ma rimangono comunque stupiti della qualità e sicurezza del cibo in Namibia. E dove pensavate di essere? Non siamo mica in Africa! Ah no sì giusto siamo in Africa in effetti. Eh beh, pure in Africa si mangia bene. È che secondo me dovremmo smettere di autoriferirci come il paese migliore del mondo e cominciare se non altro a visitare anche le altre nazioni, la cosa potrebbe stupirci ed arricchirci moltissimo. Comunque lo ammetto: in Namibia si mangia da Dio! E tutto, acqua, verdura, creme e pasticceria è molto safe.
spotted hyaena namibia etosha
Spotted Hyaena - Crocuta crocuta - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
Il riposo è fondamentale, sembra scontato perché viviamo sotto stress con un sacco di cose da fare, di fretta sempre e anche dormire diventa una cosa da dover fare. Ecco, quando sei nel bush, non è un dovere, ma è un bisogno, alla fine della giornata sei piuttosto stanco e non vedi l’ora di riposare, ti rilassi e ti addormenti quasi immediatamente, salvo le prime notti o i casi disperati, il cuscino è il tuo migliore amico, il materasso ed il piumino i tuoi fratelli e non è mai stato così bello abbandonarsi al sonno ristoratore. Poi mica guardi la TV in camera, e questo è una conquista personale pazzesca in realtà.

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lunedì 17 novembre 2014

Non c'è Avventura senza video! There's no Adventure without video!


Non c'è una bella avventura senza un bel video giusto? 

E allora Adventure Life Project Africa, cioè me medesimo, ha preparato per voi un piccolo riassunto dell'esperienza di safari in Namibia. 

Spero vi piaccia e vi faccia venire voglia di venire con me a vedere cose meravigliose!

Presto sui vostri schermi, da PC, tablet o smartphones altri video che riguardano la Namibia, deserto and much more!

Mi scuso per la qualità delle immagini, ma i potenti mezzi a mia disposizione non coinvolgono telecamere in FULL HD per ora...

Buona visione!

There's no Adventure without video, don't you think?

So Adventure Life Project Africa, me in fact, had made for you a little resume of the Namibian safari experience

I hope that you like and you wish to come with me to see wonderful and amazing things!

Coming soon on your screens, devices, tablets or smartphones other videos concerning Namibia, desert and much more!

I apologize with you for the quality of the images, but I don't have al FULL HD camera on my bag. Not yet...

Good vision!

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