Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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venerdì 23 gennaio 2015

Poche idee, ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: UNA NUOVA AVVENTURA

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le da’ forma.”
Anatomia dell’irrequietezza. Bruce Chatwin

@Namib desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Parlare dell’inizio di una nuova avventura non è facile, in primis perché non hai idea di dove ti porterà e quindi non puoi certo trasmettere altro che incertezza, in secondo luogo perché sei talmente pieno di emozioni che fai fatica a metterle a fuoco e quindi a descriverle.

Io non mi arrendo mai. 

E quindi ho deciso di provare a descrivervi come mi sento in questo momento. Come direbbe il mio amico Jack, bresciano trasferitosi prima a Barcelona e ora a New York: “alla grande, cazzo!” (pronunciato con un “leggerissimo” accento bresciano e ad un volume di voce intollerabile per qualsivoglia persona civile sulla faccia della terra) con un sorriso che si allarga di millimetro in millimetro, sempre di più e sembra non arrivare mai alla fine.

Ecco io mi sento così.

Ho scoperto, nella mia meraviglia a dirla tutta, che io sto proprio bene con una valigia sempre pronta e un biglietto aereo in mano, la mia mente si amplia, cambio rapidamente mentalità inserisco il mode adventure: ON.

E sono felice.

@Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Mi sembra che i limiti non esistano e che infinite possibilità siano alla mia portata, o comunque meno complicate e raggiungibili. In ogni modo vada, anche se potrebbe essere difficile, beh sarà un’avventura stupenda. Il fallimento non mi risulterebbe un dramma, il cambiamento non una difficoltà, l’adattamento molto più semplice. In biologia direi che mi evolvo ogni volta che parto e se posso azzardarmi direi che per me il viaggio risulta essere curativo, rigenerante, corroborante.

Nei giorni immediatamente precedenti la partenza si hanno sempre mille cose da fare: sistemare i documenti, aumentare o diminuire, nel mio caso le cose da portare, a me piace viaggiare leggero, senza ducentoquarantamila cose inutili, solo quelle essenziali, ma devo dire che subisco sempre un po’ lo stress. Eh sì, non ne sono ancora immune, lo stress pre - partenza può essere micidiale e capita a tutti, io ho imparato a gestirlo abbastanza bene. Poi d’improvviso in un attimo sei in viaggio e la cosa diventa di una normalità pazzesca, quasi naturale, spontaneo ed essenziale. Tutta una serie di pensieri pessimistici e vuoti di significato che prima ti apparivano come fondanti, ora non sono altro che passati, sei non più proiettato in avanti, sei avanti, stai andando e non ti fermerai. È meraviglioso. E non c’entra la meta, quella poco importa, anzi è del tutto ininfluente, è la maniera di affrontare la vita che cambia. È ciò che mi fa stare davvero bene, davvero pieno, è scoprire e meravigliarsi, capire e stupirsi, cercare e meditare nello stesso tempo. E se anche non lo affronti con questa profondità d’animo, poco importa, ti farà bene lo stesso.

Io ho sempre avuto uno spirito un po’ pesante, avrei voluto vivere in maniera più leggera tutto, ma non ci riesco proprio, è un po’ caratteriale anche, c’è chi mi dice che è profondità d’animo, ma io credo sia più un tratto caratteristico della mia personalità. In viaggio invece mi rendo conto che il mio spirito diventa più leggero, più sereno e meno angosciato.
Non fraintendetemi, non è che sono uno pesante. 
“e questo lo dici tu!!” “ah grazie per la fiducia!” “figurati! Dovere…” 
ma sono sempre stato un po’ più serio, almeno sulle cose importanti e meno superficiale degli altri, ma questo ha sempre comportato un prezzo da pagare: tremblements dello spirito da scosse di terremoto. 

Irrequieto lo sono sempre stato e la spinta all'esplorazione l’ho sempre avuta, un po’ mi deriva dai miei genitori (chi sono) un po’ invece dalle domande che mi pongo e dalle risposte che non trovo.

@Namib desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Oltre da una curiosità a volte imbarazzante verso ogni luogo del pianeta. Prediligo i posti naturali, con spettacoli della natura incredibili o meno scontati, ma mi piacciono anche le città, per carità! E i movimenti che esse portano e come mi stimolano, nella creatività e nel corpo. Sì sì proprio così, divento più carino, meno grigio, la mia espressione cambia e il mio sorriso si allarga. Perfino la postura del corpo megliora! Ah i benefici del viaggio!

Ho deciso nella mia vita di impostare il viaggio come un’avventura e tale sempre è e sarà nella sua essenza, ma io cerco di vivermela al meglio delle mie possibilità. Non sono un tipo stanziale, non riesco più di tanto a stare fermo, ho capito che non sono fatto per questo. Sbaglio? Forse. Non mi pongo più di tanto il problema, si vedrà la vita è una sola ed è avventura. Per tutti. Ognuno sceglie la sua avventura.

Io ne inizio una proprio questa notte, c’è un aereo da prendere, un nuovo posto da scoprire, nuove persone da incontrare, non importa che siano come quelle di prima, meglio, peggio, le aspettative non sono importanti, quelle degli altri men che meno, le mie non devono condizionarmi. Solo così si può esplorare davvero.  
ENGLISH VERSION

Talking about the beginning of a new adventure is not easy, primarily because you have no idea where it will take you and then you certainly cannot convey nothing but uncertainty, secondly because you are so full of emotions that you find it difficult to put them in focus and then to describe them.

I never give up.  

So I decided to try to describe how I feel right now. My friend Jack, moved from Brescia first to Barcelona and now in New York City, usually says "wonderful!" (pronounced with a "slight" Brescian accent and a volume of voice intolerable for any civilized person on earth) with a smile that widens millimeter in millimeters, more and more, and never seems to come to an end.

I feel like that. Literally.

I discovered, with my surprise to be honest, I'm just fine with a suitcase always ready and a plane ticket in my hand, my mind is expanded, rapidly changing mentality and the adventure mode is: ON.

I'm happy.

It seems to me that the limits do not exist and infinite possibilities are within my reach, or at least less complicated and achievable. Anyway go, even though it might be difficult, well,  will be a wonderful adventure. The failure did not result in a drama, the change is not a difficulty, adaptation is much easier. In biology, I would say that I evolve every time I leave and for me the journey turns out to be healing, rejuvenating, invigorating.

The days immediately preceding the start are always plenty to do: fix the documents, increase or decrease, in my case things to bring, I like to travel light, without useless things, only the essential ones, but I have to say that I suffer always a little 'stress. Oh yes, I'm still not immune, stress pre - departure can be deadly and it happens to everyone, I have learned to handle it pretty well. Then suddenly in a moment you're traveling and it becomes normal , almost natural, spontaneous and essential. A whole series of pessimistic thoughts and empty of meaning that you appeared as founding, now are just gone, you're no longer thrown forward, you're on, you're going and you will not stop. It's wonderful. It’s not about the destination, that matters little, so it's completely irrelevant, is the way to deal with life-changing. It's what makes me feel really good, really full, you discover and wonder, understand and try to meditate at the same time. And even if you deal with this depth of soul, it does’nt matter, you will do fine.

I've always had a little 'heavy spirit, I wanted to live more lightly all over, but I can not really, it's a little' character orientated also, people tell me that is the depth of mind, but I think it’s more a feature of my personality. Traveling, on the other hand, I realize that my spirit becomes lighter, calmer and less anxious. 
Don’t get me wrong, it's not that I'm a heavy person, boring or like that. 
"you say that!!" "ah thanks for the confidence!" "no problem! Duty ... "
but I've always been a bit 'more serious, at least on the important things and less superficial than others, but this has always involved a price to pay: tremblements of the spirit such as earthquakes. 
I’m restless and always with an impetus to exploration, it comes a little from my parents (chi sono) a bit' instead of the questionsthat  I ask myself and I don’t find the answers. 

Apart from a curiosity to any place on the planet. I prefer the natural places, with incredible spectacles of nature but I also like the cities, the movements that they carry and how they stimulate me, in creativity and in the body. Yes yes just like that, I become nicer, less grey, my expression changes and my smile widens. Even body posture is better! Ah the benefits of the trip!

I decided in my life to set the trip as an adventure and that always is and will be in its essence, but I try to live it in the best way possible. I'm not a settled person, I can not sit still too much, I realized I'm not made for this. Am I wrong? Maybe. You know, life is only one and it's adventure. For everyone. Everyone chooses his adventure.


I will start a new one this night, there's a plane to catch, new places to discover, new people to meet, no matter that they are like those of before, better, worse, the expectations are not important, those of other people, neither, and I don’t want that mines can condition my vision. Just so you can really explore.

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mercoledì 26 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSHLIFE PTII

Uno degli aspetti che mi preme di più sottolineare, anche durante i safari con i miei ospiti, è che dobbiamo cominciare a considerarci in modo diverso, senza per forza concentrarci su di noi, ma rivolgendo lo sguardo intorno a noi. In questo la BUSH LIFE è maestra e aiuta. Chiarisco meglio il concetto. "Eh sarà meglio!" "Ci stavo giusto arrivando, con calma."
kori bustard etosha namibia
Otarda di Kori maschio in amore - Male Kori Bustard in love - Ardeotis kori - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
È appunto la calma che dovrebbe essere la nostra guida, non la frenesia tipicamente occidentale di affrontare la vita, e questo anche nella savana: non dobbiamo perdere tempo, questo sicuramente, anche perché non dobbiamo sprecarlo visto che godiamo dell’opportunità unica e per alcuni irripetibile, di essere in luoghi meravigliosi con tantissime cose da vedere. Tuttavia non dovremmo nemmeno pretendere di correre per vedere questo e quell’altro, quell’animale in accoppiamento oppure quel gruppo di leoni alla pozza che potrebbero andarsene da un momento all’altro. Certo se li vediamo siamo più felici ed abbiamo portato a casa il nostro obiettivo, ma se li abbiamo visti con calma, e ci siamo goduti i momenti anche quando non c’era niente di interessante da vedere, la soddisfazione e la pace che sentiamo dentro aumenta in modo esponenziale. Oltretutto rischiamo di correre nella savana avanti e indietro senza riuscire a vedere alcune cose che potrebbero essere molto interessanti, oppure molto emozionanti. Io ad esempio cerco sempre di far capire dove siamo, fornendo strumenti in grado di decodificare l’ambiente dove ci troviamo e quindi godere appieno dell’esperienza di savana, guardando sia le praterie, che la boscaglia, le zone cespugliose e quelle diradate, intuendo e capendo perché lì c’è quel tipo di vegetazione e di conseguenza che animali possiamo aspettarci di trovare.
cheetah cubs etosha namibia
Giovani ghepardi in caccia - Young cheetahs in hunting time - Acinonyx jubatus
 Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Magari indovinandone la posizione si può provare a cercare il leopardo sui rami degli alberi, ma occorre andare molto piano con la macchina e guardare in ogni direzione, con attenzione ed in ogni caso, per avvistare un leopardo nel bush occorre soprattutto una buona dose di fortuna! La fortuna con gli animali selvaggi è una buona parte della riuscita di un safari (l’altra è la guida ovviamente ndr), certi giorni si possono vedere molte specie diverse, altri invece il vuoto assoluto, ça depend, dipende, non la puoi certo stabilire tu la tua fortuna, giusto? Sbagliato. A mio avviso invece puoi influenzarla eccome! Se ti avvicini ad una dimensione più calma, meno frenetica e galoppante puoi spostare l’ago della bilancia della buona sorte verso di te e godere dei suoi frutti più dolci. Ovviamente può anche non succedere, non è mica scienza la mia opinione (per ora nds), e se non capita? Pazienza, ti sarai comunque goduto il momento, senza recriminazioni, e il giorno dopo speri che possa, ma non è scontato, andare meglio. Questo tipo di atteggiamento mentale consente di avvicinarsi molto di più alla BUSH LIFE e ad i ritmi che la caratterizzano. Il ritmo è vita, e da percussionista ne so qualcosina in effetti, scandisce la tua giornata e gli equilibri naturali che regolano la savana. Faccio un esempio chiarificatore. "Uff meno male, che quando attacca a parlare così faccio fatica a seguirlo…ecco appunto, vai!" Quando il sole sta andando a tramontare, il tempo a tua disposizione per godere della luce solare è poco e limitato, perché a seconda della latitudine in cui ti trovi, che sia East Africa sull’equatore, dove il fenomeno è più chiaro, sia che tu sia in Southern Africa, magari intorno al 23° Parallelo sud, ovvero il Tropico del Capricorno, quando il sole va giù, decide, passatemi l’espressione, di andare senza lasciarti molto spazio di manovra magari per decidere di prendere l’attrezzatura fotografica. Va giù e basta e di solito ci mette circa un quarto d’ora, dopodiché è buio, esso non cala lentamente, è proprio buio pesto! Questo fenomeno implica che tu sia sempre pronto ad ogni evenienza e reattivo verso ciò che sta succedendo intorno a te, in tutti i campi, perciò sei molto più connesso ai ritmi naturali rispetto a quando sei in Europa, ad esempio. E questo ha un’influenza positiva su di te come non ti immagini neanche. Stai bene, semplicemente bene, è meraviglioso
southern black korhaan etosha namibia
Southern Black Korhaan - Afrotis afra - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
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Un altro aspetto che su cui voglio focalizzare l’attenzione è abbastanza semplice: noi siamo ospiti, non padroni. Sembra una sciocchezza banale, ma in realtà non lo è e vi spiego qui il perché. Ovviamente se andiamo in vacanza in un altro paese siamo ospiti e non pretendiamo mica che tutto sia piegato al nostro volere, giusto? Sbagliato anche stavolta. Spesso infatti siamo convinti di essere rispettosi nei confronti del paese ospitante ma in realtà non lo siamo affatto. Questo non per maleducazione, che comunque è riscontrabile ovunque in qualsiasi nazionalità, bensì per abitudine. Noi italiani ad esempio non abbiamo l’abitudine di dare la mancia, perché da noi non si fa, mentre in tutti i paesi di lingua inglese è consuetudine dare la mancia per qualsiasi servizio si riceva, che sia il ragazzo che porta le valigie in camera o la guida che ti segue per il safari o ti fa visitare un luogo magnifico dedicando tutta la sua attenzione e professionalità a te, oppure il cameriere che ti sta seguendo al tavolo, tutte queste persone campano letteralmente sulle mance che vengono date loro, e quindi rifiutarsi di dar loro ciò che a loro spetta è come derubarli. Ma voi direte: "ma se già pago per un servizio e loro vengono pagati per farlo, perché dovrei dar loro di più?" Semplice, perché loro vengono pagati poco e le vostre mance fanno la differenza e poi perché in realtà non vi costa molto, il cambio è molto favorevole e per voi sono solo pochi spiccioli, in secondo luogo è buona educazione per Dio!
elepahnts etosha namibia
Elephants dust bathing @waterhole - Etosha National Park
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
Il rispetto del valore del lavoro si vede anche da questo e noi non possiamo pretendere rispetto senza dar agli altri lo stesso. Il discorso non è soltanto collegato alle persone, ma anche al luogo dove ci troviamo, la savana appunto. Anche qui noi siamo ospiti e non padroni, non è la nostra casa di cui disporre a piacimento senza rispetto dei suoi abitanti. Gli animali selvaggi sono a casa loro e non possiamo interagire, magari avvicinandosi troppo o parlare ad alta voce, spesso urlando, altro tipico atteggiamento italiano ma non solo, credetemi, disturbando perciò le loro attività. In parte già li disturbiamo con la nostra presenza, facciamo in modo di non essere troppo invasivi e limitiamo al limite il disturbo che potremmo creare loro. Oltretutto in alcuni casi è sconsigliabile se non pericoloso per la nostra incolumità avere atteggiamenti di questo tipo. Con gli elefanti ed i rinoceronti questo è abbastanza chiaro e risaputo, ma anche con altre specie può non essere una buona idea. Facciamo un esempio pratico connesso alla nostra vita: se uno sconosciuto entra in casa tua, senza danneggiare niente, tentare di rubarti nulla o farti del male, non è questo il caso, ma passasse nel tuo salotto davanti a te mentre stai guardando la tv e andasse in cucina bello sereno e tranquillo, rovistando nel frigo aprendosi una birra davanti a te, non ti darebbe come minimo fastidio? Secondo me andresti su tutte le furie. Giusto? E allora, se sei in un veicolo, blocchi e tagli la strada ad un animale o ad un gruppo che sta attraversando per andare alla pozza oppure semplicemente si sta spostando in quella direzione, perché non dovrebbe andare lui/ loro su tutte le furie? In fondo è casa sua/loro no? Il punto è proprio questo, ci vuole rispetto per il posto dove ci si trova in ogni caso, senza sostare per troppo tempo davanti o troppo vicino all’animale, proviamo a comportarci in modo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, anche questa è BUSH LIFE.



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Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I



mercoledì 19 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I

In Africa, quasi tutti, mi danno 27 anni e dire che ne ho 32! Non male direi! Di solito rispondo “It’s the Bush Life! Mi mantiene giovane!” In realtà non posso permettermi di dirlo perché non ho una esperienza tale da ammettere che questa possa avere avuto una certa influenza sul mio invecchiamento, sono solo un novellino in fondo. La verità è che io mi sento talmente bene in mezzo al bush che probabilmente il mio viso si distende al punto che sembro più giovane, complice anche il fatto che faccio quello che mi va di fare e quindi sono piuttosto felice. Una combinazione vincente.
black backed jackal
Sciacallo dalla gualdrappa -Black Backed Jackal - Canis mesomelas - Etosha national Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
La BUSH LIFE è decisamente diversa dalla vita che faccio in Italia. Primo ti alzi presto la mattina, intorno alle 5:00 e vai a letto presto, intorno alle 22:00. Dopo un po’ non hai neanche bisogno di metterti la sveglia, ti svegli da solo tutto contento di poter cominciare un’altra giornata. E come dice il mio amico e collega François, “Another great day is starting in Namibia, Land of the Brave!” un ottimo claim per cominciare bene la giornata. Il punto è che ti accorgi velocemente che tutta una serie di bisogni che dai per scontati come necessari al tuo vivere ed al tuo benessere sono completamente inutili ed obsoleti, sei felice di essere lì e quindi non ti serve granché, diventi rapidamente più wild, al punto da usare raramente le scarpe. Io non lo consiglio mai ai miei ospiti, potrebbero esserci animali diciamo “fastidiosi”, ragni, scorpioni, insetti etc.. a  parte il fatto che come un bambino davanti alle caramelle io mi incanto ad osservarli e la mia curiosità scientifica prende il sopravvento, sono meravigliosi se li si osserva con una prospettiva diversa. In ogni caso ci può stare, è casa loro, siamo nella savana, non a Porto Cervo. Perciò le scarpe chiuse sono fondamentali per proteggersi i piedi durante la giornata, ma ad esempio io in tenda non vedo l’ora di togliermele e girare scalzo, non che abbia un sacco di tempo libero, al contrario, quindi in effetti non lo faccio spesso, ma quando capita, me lo godo alla grande! Un’accortezza da applicare sempre è di non lasciare le calzature all’esterno e sempre rivoltarle scuotendole prima di infilarle, per evitare di mettere il piede all’interno della scarpa temporaneamente abitata da un simpatico inquilino. Un’altra cosa che mi piace fare è la doccia all’aria aperta, ti da un senso di libertà incredibile ed un contatto con l’ambiente circostante. Meraviglioso.
bush grass namibia etosha
Bush grass - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Ovviamente tutte le docce sono private e ben coperte in modo che la privacy sia sempre mantenuta, ma queste sono quasi sempre all’esterno dello spazio della tenda, con l’aria libera di circolare e vuoi mettere stare all’aria aperta dopo una bella doccia corroborante? Aaaaahhhh che meraviglia… Bisogna solo avere attenzione a non farsela prima di andare a letto, potrebbe fare giusto un po’ freddino.
Incredibilmente scopri di te tante cose, la prima notte nel bush può spaventare, senti un sacco di rumori di animali che passano di fianco alla tenda, di uccelli che gridano allarme perché si avvicina un pericolo, di sciacalli che ululano e girano per le tende senza il minimo timore, di leoni maschi che ruggiscono più o meno in lontananza e che ti sembrano essere a mezzo metro da te tanto è potente il loro ruggito, mentre sono ad un paio di km o a qualche centinaio di metri dal campo. Iene che in gruppo fanno piuttosto rumore, magari eccitate dalla frenesia di aver sottratto una carcassa ad un leone o per una caccia occasionale. La notte è vivissima! Spesso sono erbivori che brucano dietro alla tenda a darti più o meno fastidio e non riesci a dormire le prime volte, vuoi l’emozione, che c’è, di essere lì in mezzo alla natura selvaggia, vuoi il fatto che normalmente a meno che tu non viva in campagna non sei più abituato a tutto questo via vai naturale
lions pride etosha namibia
Lions - Panthera leo - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
, ma ti è più familiare il rumore delle macchine in strada o il camion della nettezza urbana che ritira i tuoi rifiuti. Personalmente questo è quello che non mi fa dormire la notte in Italia e ho sempre qualche difficoltà a prendere sonno una volta tornato. Ma io sono un caso disperato, a me la BUSH LIFE piace da morire! Normalmente gli ospiti che non sono mai stati in safari mi chiedono sempre se è pericoloso e tutti questi rumori spaventano molto, io dico ovviamente di no che i campi sono sicuri, non è del rumore di zoccoli che bisogna avere paura, ma del silenzio. Quando ci sono i predatori, leoni, leopardi o altro non c’è il minimo brusio o rumore, tutto si zittisce e persino i grilli tacciono, perciò finché sei in mezzo alla confusione, tutto va benissimo! E dopo un po’ concilia anche il sonno, oltre al fatto che sei praticamente distrutto a fine giornata e non vedi l’ora di toccare il cuscino per dormire un po’. La mattina sono i volatili a svegliarti, tra un cinguettio e uno stridere o un gracchiare di faraone selvatiche ti alzi in modo piuttosto naturale e appunto un’altra giornata fantastica sta per cominciare.
Gli aspetti fondamentali su cui ti focalizzi sono il cibo e il sonno, il resto passa in secondo piano, scopri velocemente e sorprendentemente che queste necessità sono quelle da te più attese ed agognate, il senso di fame aumenta, complice il fatto che la maggior parte viene in vacanza e quindi si rilassa parecchio e l’appetito cresce. Questo trova poi sfogo a colazione, pranzo e cena e quasi tutti gli italiani si stupiscono che in Namibia si mangi così bene, mi fa sempre sorridere molto, perché noi italiani abbiamo la cultura del cibo e perciò pensiamo che al di fuori del nostro Bel Paese, siano rare le occasioni di mangiare come si deve, e come una specie di default diamo per scontato che non sarà così. I viaggiatori più esperti invece sanno bene che non è solo in Italia che ci si può alimentare con gusto ed una certa soddisfazione, ma rimangono comunque stupiti della qualità e sicurezza del cibo in Namibia. E dove pensavate di essere? Non siamo mica in Africa! Ah no sì giusto siamo in Africa in effetti. Eh beh, pure in Africa si mangia bene. È che secondo me dovremmo smettere di autoriferirci come il paese migliore del mondo e cominciare se non altro a visitare anche le altre nazioni, la cosa potrebbe stupirci ed arricchirci moltissimo. Comunque lo ammetto: in Namibia si mangia da Dio! E tutto, acqua, verdura, creme e pasticceria è molto safe.
spotted hyaena namibia etosha
Spotted Hyaena - Crocuta crocuta - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
Il riposo è fondamentale, sembra scontato perché viviamo sotto stress con un sacco di cose da fare, di fretta sempre e anche dormire diventa una cosa da dover fare. Ecco, quando sei nel bush, non è un dovere, ma è un bisogno, alla fine della giornata sei piuttosto stanco e non vedi l’ora di riposare, ti rilassi e ti addormenti quasi immediatamente, salvo le prime notti o i casi disperati, il cuscino è il tuo migliore amico, il materasso ed il piumino i tuoi fratelli e non è mai stato così bello abbandonarsi al sonno ristoratore. Poi mica guardi la TV in camera, e questo è una conquista personale pazzesca in realtà.

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mercoledì 5 novembre 2014

Poche idee, ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: IL CAMBIAMENTO è EVOLUZIONE.


sunrise kulala namib desert namibia
Sunrise @Kulala Wilderness Property - Namib Desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
C’è una spinta che contraddistingue il mio vivere, è quella del cambiamento. Sembra abbastanza strano detta così ma credo invece che sia per me molto chiaro, è un richiamo interiore che non posso più ignorare o accantonare, l’ho fatto per troppi anni e non solo non ero felice, ma provavo proprio un dolore fisico. Per anni ho vissuto una vita che non era la mia, mi ci sono ritrovato in mezzo, per così dire, e mi ci ero adattato bene, almeno ne ero convinto. Purtroppo però non è stato così, avevo sviluppato una serie di problemi anche di natura fisica che mi avrebbero portato in seguito ad ammalarmi e indebolire il mio fisico e naturalmente anche il mio spirito. Il mio corpo si ribellava e mi mandava segnali ben chiari: “smetti di vivere male o qui io ti abbandono e poi sono tutti problemi in più” ma io ovviamente lo ignoravo deliberatamente.
Mai peggior comportamento si possa applicare che non ascoltare se stessi. Mi sono reso conto durante gli anni che io in realtà sono un tipo molto “fisico” cioè il mio approccio con il mondo non è soltanto mentale, ma passa attraverso il corpo. Io annuso molto, sì sì proprio come un cane da tartufo, è uno dei cinque sensi che preferisco, le persone, le piante, le città, gli ambienti, perfino gli spazi espositivi di mostre d’arte contemporanea o di fotografia. Tutto in pratica. L’olfatto è un senso che tendiamo a sottovalutare molto, prediligendo la vista o il tatto, ma in realtà gioca un ruolo fondamentale nell’evocare emozioni ed esperienze. Senza citare il mio Proust e la sua Madeleine, rimarrei più basic e mi concentrerei sui rapporti tra le persone. Innanzitutto se tu ascolti il tuo corpo, e quindi in questo caso il tuo olfatto non sbagli mai: se una persona “a pelle” non ti piace è il suo odore che non ti piace, ed il tuo istinto non sbaglia mai, un motivo ci sarà. Nel sesso questo è assolutamente evidente, se l’odore della pelle di una donna o di un uomo non ti piace, non riuscirai a fare granché e probabilmente non vedrai l’ora che finisca tutto. Se invece ti piace, va beh è tutta un’altra storia.
blacksmith lapwing etosha namibia safari
Pavoncella Armata - Blacksmith Lapwing - Vanellus armatus 
Etosha national Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Ma non annuso soltanto. Io amo toccare le cose, le persone, mi piace avere la percezione di me nello spazio dove mi trovo e interagisco con il mondo in questo modo. Potrei andare avanti con tutti i cinque sensi ma non è il mio scopo.
Tornando a noi, piano piano, sono cambiato e il processo è ancora attivo. Ho cambiato lavori, case, abitudini cercando sempre di essere teso verso quello che il mio corpo mi suggeriva di fare e devo dire che sto decisamente meglio! Tutta una serie di fastidi e problemi sono semplicemente scomparsi, altri si sono attenuati e in via di risoluzione o semplicemente non mi fanno preoccupare più di tanto. Ad esempio ho notato che il mio umore è migliorato parecchio da quando mi impegno, in modo anche eccessivo a volte non lo nego, nelle cose che voglio fare, e fin qui direte “e va beh, ci sta, ma dove vuoi portarci?” Ci arriviamo subito. Non solo il mio umore è migliore, ma il mio corpo è migliore, mi sento bene, forte, leggero, atletico e potente, stanco a volte ma il riposo è un toccasana, mentre prima sembrava una perdita di tempo.
do what you love adventure
Messaggi subliminali - design attivo - Milano
Sono detossificato, diciamo. Ho assunto una condizione mentale che mi permette di vedere e pensare meglio, con obiettività, senza deviazioni fuorvianti. E mi sono reso conto che i limiti che ci imponiamo da soli non esistono. Tu puoi essere e fare tutto, senza grossi impedimenti, puoi imparare e realizzare ogni cosa, basta che ti metti a farlo e che il miglior modo per fare le cose è farle. Semplicemente. Mettersi lì e farle. È una meditazione durante l’azione, un riflettere sulle cose mentre si compiono le azioni e ti cambia di brutto la prospettiva. Perciò se vuoi cambiare qualcosa, lo fai, senza supposte ed imposte responsabilità inutili e ti senti più sereno, libero. Almeno con te stesso.

È una spinta evolutiva, un processo che non si compie mai fino in fondo ma continua costante o incostante che sia, a cambiare. In biologia è sempre stato così, l’evoluzione è il motore dell’esistenza, non puoi e non devi resisterle, oppure stai male, non sei felice.  Corpo e mente sono meravigliosi, sono in grado di resistere alle condizioni fisiche e psicologiche più estreme, sono adattabili in maniera sorprendente, ma non bisogna abusare di sé, non troppo a lungo almeno, ed avere rispetto prima di tutto dei propri desideri e volontà e delle proprie possibilità, siano fisiche oppure no. Senza reprimersi, senza castrarsi. È un lavoro che si fa su di sé, in modo costante. Come l’evoluzione appunto, e così puoi vivere secondo natura.


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