Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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lunedì 10 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. POLVERE

Dopo un po’ di tempo, veramente poco a dire la verità, che stai in mezzo al bush ti rendi conto che puoi assaporarne il gusto, ti ricopre completamente, ti avvolge, ti rassicura perfino, ne senti la mancanza in modo devastante quando non ci sei e ti entra dentro. Letteralmente. Si tratta di un misto di emozioni sensazioni, sogni, calore, ineluttabili verità e consapevolezze raggiunte, un percorso interiore che ti avvicina a te stesso o perlomeno ti mette sulla buona strada per cercarlo. Ma non è solo una sensazione poetica, una condizione dello spirito o della mente, è concreta, tangibile, è materia, è vera. È polvere. 
elephants dust bathing etosha namibia
Elephants dust bathing at the waterhole  Loxodonta africana
Etosha national Park- Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
La polvere in Namibia, e nel bush in generale, è dappertutto, ti avvolge e ti ricopre, te la trovi tra i capelli, sui vestiti, sulla pelle, nei polmoni, la respiri, sulle labbra. Ti ritrovi la bocca sempre secca e provi la sensazione impastata di chi deve continuamente bere piccoli sorsi per spegnere la sete, è sottile, piccola, non fastidiosa, è buona. È il sapore della savana. È difficile da descrivere il suo gusto, potrebbe essere assimilabile al talco, ma meno fastidioso, secco sì, ma non ti provoca arsura, non muori di sete per intenderci, non come in altre parti del mondo almeno, sa di sole. Di sole? Mio Dio questo è impazzito, il sole non può avere un gusto, mica te lo mangi! E invece sì, avete presente quell’odore di pelle che ha preso il sole? Non parlo di quel nauseabondo sapore di olio abbronzante, magari al cocco, da cui scappo da una vita, oppure di creme solari varie, ma di quell’odore dopo una giornata di trekking sulle Alpi a 2500 m s.l.m. oppure di scampagnata sulle colline, o di un bel giro in bicicletta sul lago (scegliete voi il lago: Como, Maggiore, Di Garda, di Iseo,Trasimeno ne abbiamo talmente tanti e talmente belli in Italia che c’è solo l’imbarazzo della scelta) di sole attivo insomma, non passivo. Sa di attività all’aria aperta, non di lettino sulla spiaggia attrezzata, altra cosa da cui scappo da una ventina d’anni almeno, anche perché fondamentalmente mi annoio dopo 2,5 secondi netti. Ma ça va sans dire, sono un irrequieto, credo l’abbiate capito no? Beh tornando a noi è così, sa di sole e quindi di libertà. E quando mangi libertà tutti i giorni senza nemmeno esserne consapevole questa ti entra dentro, non ci puoi fare proprio niente, e non se ne va più. È come se il tuo cuore, finalmente aperto, non volesse più sottostare alle catene che lo imprigionavano, si ribella e non avrà più pace finché non mangerà ancora libertà, quindi polvere. 
spotted hyaena etosha namibia safari
Iena maculata - Spotted hyaena - Crocuta crocuta
 Etosha national Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Ma la polvere della savana non sa soltanto di sole, ma anche di animali selvatici, di urina e feci. Eccolo che comincia a diventare disgustoso, ma la tua fase anale non è mai finita? Ti piace parlare di cacca come i bambini? No no, ragazzi, provate a seguirmi, chi c’è già stato lo sa, non è come una latrina, anzi! Non senti odori forti e nauseabondi, senti questo misto di passaggio di animali selvatici e piante che liberano i loro profumi: dalla corteccia dei tronchi alle foglie più o meno verdi che puoi trovare, dati dallo sfregamento del passaggio di mammiferi per marcare il territorio (leoni, leopardi, iene sono solo alcuni, naturalmente ci sono anche gli erbivori), o dall’azione devastante degli elefanti che abbattono alberi per cibarsi oppure solo per il proprio mastodontico passaggio, unito ad ormoni e sostanze che usano per marcare, perciò è piuttosto piacevole, non disgustoso.  Ti avvicina di più al tuo essere animale e di conseguenza diventi più wild. Rapidamente più wild. Intendiamoci, non è che smetti di usare il sapone, per carità! Però qualcosa dentro di te cambia, è il contatto con l’ambiente naturale, il cambiamento non è solo spirituale, alla San Francesco, ma proprio fisico, risenti di quest’influenza e te ne accorgi. Ad esempio barba e capelli crescono più velocemente, vuoi anche l’alimentazione basata sulle proteine animali, va beh ve la concedo, perché in Namibia si mangia soprattutto carne. La pelle si secca moltissimo, maschi compresi senza essere fighetti o poco machi, fanno abbondante uso di crema idratante, burro di cacao e vaselina per proteggersi dalla disidratazione dermica. E fanno bene.
C’è un’altra componente che caratterizza la struttura odorifera della polvere. Omadonnamiasantissima, questo attacca a parlare come un libro,
bush weed etosha namibia safari
Bush weed - Etosha National Park - Namibia  ©Andrea Pompele All Rights Reserved
te l’ho detto affinché la comunicazione sia efficace, devi parlare in modo chiaro a tutti. Eh più chiaro di così! Sei senza speranza…oltre agli odori che abbiamo decritto finora c’è l’odore dell’erba secca al sole, che è meraviglioso. Ce l’avete presente? Ah io sì e mi ha accompagnato per tanti anni, sia durante le escursioni in montagna, che in altre parti del mondo. Per me è piuttosto evocativo, un po’ come la Madeleine di Proust. Ovviamente nella savana ci sono specie erbacee che da noi non ci sono, e naturalmente queste cambiano a seconda dei posti dove andiamo, non mi dilungherò a cercare di spiegarvelo, anche perché nonostante ami la botanica, non sono in grado di sciogliere questa matassa scientifica. Sappiate solo che in Namibia ci sono più di 300 specie erbacee diverse, immaginatevi nel resto dei paesi africani! Comunque l’idea è quella, l’odore dell’erba al sole è magnifico e rende perfettamente il concetto del sapore che voglio provare a descrivervi.
Polvere, un misto di sole, libertà, wild things ed erba secca. E chi può più farne a meno? Io no…

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