Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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mercoledì 26 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BUSHLIFE PTII

Uno degli aspetti che mi preme di più sottolineare, anche durante i safari con i miei ospiti, è che dobbiamo cominciare a considerarci in modo diverso, senza per forza concentrarci su di noi, ma rivolgendo lo sguardo intorno a noi. In questo la BUSH LIFE è maestra e aiuta. Chiarisco meglio il concetto. "Eh sarà meglio!" "Ci stavo giusto arrivando, con calma."
kori bustard etosha namibia
Otarda di Kori maschio in amore - Male Kori Bustard in love - Ardeotis kori - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
È appunto la calma che dovrebbe essere la nostra guida, non la frenesia tipicamente occidentale di affrontare la vita, e questo anche nella savana: non dobbiamo perdere tempo, questo sicuramente, anche perché non dobbiamo sprecarlo visto che godiamo dell’opportunità unica e per alcuni irripetibile, di essere in luoghi meravigliosi con tantissime cose da vedere. Tuttavia non dovremmo nemmeno pretendere di correre per vedere questo e quell’altro, quell’animale in accoppiamento oppure quel gruppo di leoni alla pozza che potrebbero andarsene da un momento all’altro. Certo se li vediamo siamo più felici ed abbiamo portato a casa il nostro obiettivo, ma se li abbiamo visti con calma, e ci siamo goduti i momenti anche quando non c’era niente di interessante da vedere, la soddisfazione e la pace che sentiamo dentro aumenta in modo esponenziale. Oltretutto rischiamo di correre nella savana avanti e indietro senza riuscire a vedere alcune cose che potrebbero essere molto interessanti, oppure molto emozionanti. Io ad esempio cerco sempre di far capire dove siamo, fornendo strumenti in grado di decodificare l’ambiente dove ci troviamo e quindi godere appieno dell’esperienza di savana, guardando sia le praterie, che la boscaglia, le zone cespugliose e quelle diradate, intuendo e capendo perché lì c’è quel tipo di vegetazione e di conseguenza che animali possiamo aspettarci di trovare.
cheetah cubs etosha namibia
Giovani ghepardi in caccia - Young cheetahs in hunting time - Acinonyx jubatus
 Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Magari indovinandone la posizione si può provare a cercare il leopardo sui rami degli alberi, ma occorre andare molto piano con la macchina e guardare in ogni direzione, con attenzione ed in ogni caso, per avvistare un leopardo nel bush occorre soprattutto una buona dose di fortuna! La fortuna con gli animali selvaggi è una buona parte della riuscita di un safari (l’altra è la guida ovviamente ndr), certi giorni si possono vedere molte specie diverse, altri invece il vuoto assoluto, ça depend, dipende, non la puoi certo stabilire tu la tua fortuna, giusto? Sbagliato. A mio avviso invece puoi influenzarla eccome! Se ti avvicini ad una dimensione più calma, meno frenetica e galoppante puoi spostare l’ago della bilancia della buona sorte verso di te e godere dei suoi frutti più dolci. Ovviamente può anche non succedere, non è mica scienza la mia opinione (per ora nds), e se non capita? Pazienza, ti sarai comunque goduto il momento, senza recriminazioni, e il giorno dopo speri che possa, ma non è scontato, andare meglio. Questo tipo di atteggiamento mentale consente di avvicinarsi molto di più alla BUSH LIFE e ad i ritmi che la caratterizzano. Il ritmo è vita, e da percussionista ne so qualcosina in effetti, scandisce la tua giornata e gli equilibri naturali che regolano la savana. Faccio un esempio chiarificatore. "Uff meno male, che quando attacca a parlare così faccio fatica a seguirlo…ecco appunto, vai!" Quando il sole sta andando a tramontare, il tempo a tua disposizione per godere della luce solare è poco e limitato, perché a seconda della latitudine in cui ti trovi, che sia East Africa sull’equatore, dove il fenomeno è più chiaro, sia che tu sia in Southern Africa, magari intorno al 23° Parallelo sud, ovvero il Tropico del Capricorno, quando il sole va giù, decide, passatemi l’espressione, di andare senza lasciarti molto spazio di manovra magari per decidere di prendere l’attrezzatura fotografica. Va giù e basta e di solito ci mette circa un quarto d’ora, dopodiché è buio, esso non cala lentamente, è proprio buio pesto! Questo fenomeno implica che tu sia sempre pronto ad ogni evenienza e reattivo verso ciò che sta succedendo intorno a te, in tutti i campi, perciò sei molto più connesso ai ritmi naturali rispetto a quando sei in Europa, ad esempio. E questo ha un’influenza positiva su di te come non ti immagini neanche. Stai bene, semplicemente bene, è meraviglioso
southern black korhaan etosha namibia
Southern Black Korhaan - Afrotis afra - Etosha National Park - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
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Un altro aspetto che su cui voglio focalizzare l’attenzione è abbastanza semplice: noi siamo ospiti, non padroni. Sembra una sciocchezza banale, ma in realtà non lo è e vi spiego qui il perché. Ovviamente se andiamo in vacanza in un altro paese siamo ospiti e non pretendiamo mica che tutto sia piegato al nostro volere, giusto? Sbagliato anche stavolta. Spesso infatti siamo convinti di essere rispettosi nei confronti del paese ospitante ma in realtà non lo siamo affatto. Questo non per maleducazione, che comunque è riscontrabile ovunque in qualsiasi nazionalità, bensì per abitudine. Noi italiani ad esempio non abbiamo l’abitudine di dare la mancia, perché da noi non si fa, mentre in tutti i paesi di lingua inglese è consuetudine dare la mancia per qualsiasi servizio si riceva, che sia il ragazzo che porta le valigie in camera o la guida che ti segue per il safari o ti fa visitare un luogo magnifico dedicando tutta la sua attenzione e professionalità a te, oppure il cameriere che ti sta seguendo al tavolo, tutte queste persone campano letteralmente sulle mance che vengono date loro, e quindi rifiutarsi di dar loro ciò che a loro spetta è come derubarli. Ma voi direte: "ma se già pago per un servizio e loro vengono pagati per farlo, perché dovrei dar loro di più?" Semplice, perché loro vengono pagati poco e le vostre mance fanno la differenza e poi perché in realtà non vi costa molto, il cambio è molto favorevole e per voi sono solo pochi spiccioli, in secondo luogo è buona educazione per Dio!
elepahnts etosha namibia
Elephants dust bathing @waterhole - Etosha National Park
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved 
Il rispetto del valore del lavoro si vede anche da questo e noi non possiamo pretendere rispetto senza dar agli altri lo stesso. Il discorso non è soltanto collegato alle persone, ma anche al luogo dove ci troviamo, la savana appunto. Anche qui noi siamo ospiti e non padroni, non è la nostra casa di cui disporre a piacimento senza rispetto dei suoi abitanti. Gli animali selvaggi sono a casa loro e non possiamo interagire, magari avvicinandosi troppo o parlare ad alta voce, spesso urlando, altro tipico atteggiamento italiano ma non solo, credetemi, disturbando perciò le loro attività. In parte già li disturbiamo con la nostra presenza, facciamo in modo di non essere troppo invasivi e limitiamo al limite il disturbo che potremmo creare loro. Oltretutto in alcuni casi è sconsigliabile se non pericoloso per la nostra incolumità avere atteggiamenti di questo tipo. Con gli elefanti ed i rinoceronti questo è abbastanza chiaro e risaputo, ma anche con altre specie può non essere una buona idea. Facciamo un esempio pratico connesso alla nostra vita: se uno sconosciuto entra in casa tua, senza danneggiare niente, tentare di rubarti nulla o farti del male, non è questo il caso, ma passasse nel tuo salotto davanti a te mentre stai guardando la tv e andasse in cucina bello sereno e tranquillo, rovistando nel frigo aprendosi una birra davanti a te, non ti darebbe come minimo fastidio? Secondo me andresti su tutte le furie. Giusto? E allora, se sei in un veicolo, blocchi e tagli la strada ad un animale o ad un gruppo che sta attraversando per andare alla pozza oppure semplicemente si sta spostando in quella direzione, perché non dovrebbe andare lui/ loro su tutte le furie? In fondo è casa sua/loro no? Il punto è proprio questo, ci vuole rispetto per il posto dove ci si trova in ogni caso, senza sostare per troppo tempo davanti o troppo vicino all’animale, proviamo a comportarci in modo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, anche questa è BUSH LIFE.



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Africa, the mother land: Namibia. BUSH LIFE PT I



lunedì 17 novembre 2014

Non c'è Avventura senza video! There's no Adventure without video!


Non c'è una bella avventura senza un bel video giusto? 

E allora Adventure Life Project Africa, cioè me medesimo, ha preparato per voi un piccolo riassunto dell'esperienza di safari in Namibia. 

Spero vi piaccia e vi faccia venire voglia di venire con me a vedere cose meravigliose!

Presto sui vostri schermi, da PC, tablet o smartphones altri video che riguardano la Namibia, deserto and much more!

Mi scuso per la qualità delle immagini, ma i potenti mezzi a mia disposizione non coinvolgono telecamere in FULL HD per ora...

Buona visione!

There's no Adventure without video, don't you think?

So Adventure Life Project Africa, me in fact, had made for you a little resume of the Namibian safari experience

I hope that you like and you wish to come with me to see wonderful and amazing things!

Coming soon on your screens, devices, tablets or smartphones other videos concerning Namibia, desert and much more!

I apologize with you for the quality of the images, but I don't have al FULL HD camera on my bag. Not yet...

Good vision!

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domenica 2 novembre 2014

Africa, the mother land: Namibia. BIG MAN

In Africa il mio soprannome è BIG MAN, a volte riesco perfino a domandarmi il perché. Poi mi viene in mente subito: sarà perché sono alto 2 metri esatti? Eh lo so, lo so, ma tendo a scordarmi delle mie dimensioni ogni tanto, sarà che è tutta la vita che sono il più alto, quello che non riesce a nascondersi mai, e Dio solo sa quanto avrei voluto sparire durante l’adolescenza…ma non divagare! Giusto! sì scusate.

lioness etosha namibia africa
Leonessa - Lioness - Panthera leo - Etosha National Park
Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Big Man è il mio knickname e a darmelo è stato un mio collega guida, un ragazzo molto sveglio, molto bravo con le donne e simpatico, che ogni tanto varia la sua personale presa in giro con YOUNG MAN, scordandosi sempre che sono più vecchio di lui. L’unica persona che invece mi chiama in modo diverso è Heinrich, il manager del campo dove sono stato per 10 giorni la prima volta che ho messo piede in Namibia, durante il mio periodo di formazione. Andersson’s Camp, la mia seconda casa. E sapete come mi chiama il mio amico? SHORT GUY, per opposizione.  In Africa l’ironia è sovrana, per fortuna. La cosa lo diverte molto anche perché lui è un tipo incredibile, sempre sorridente e in vena di scherzi, sempre in pantaloncini corti ed infradito, ci fossero 5 gradi lui si veste così. È un uomo del bush, ci sta. Si copre il torace con felpe e giacche a vento, così non sente freddo. Lui e sua moglie Ely sono due persone meravigliose e ogni volta che vado da loro mi abbracciano e mi dicono “ben tornato a casa!” e cominciano a prendermi in giro. Sì è la mia seconda casa davvero. Ely poi si diverte un sacco quando siamo a cena, perché io mangio tantissimo e quindi ogni volta, durante le ordinazioni, mi guarda, ride e mi porta sempre o doppia razione oppure doppia scelta di piatto e io sono felice. Mi basta così poco in fondo…
adult male lion etosha namibia
Leone Maschio Adulto - Adult Male Lion - Panthera leo -
 Etosha National Park Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Di fronte alla main area c’è un waterhole, o pozza che dir si voglia, e spesso durante la cena molti animali vengono ad abbeverarsi ed è un privilegio incredibile cenare con le antilopi maschi che si scornano per il controllo delle femmine oppure con un pride di leoni che beve durante una caccia, le femmine in testa a condurre la battuta, poco interessate allo specchio d’acqua, e il maschio insieme ai cuccioli a chiusura del branco, poco interessato a niente che non sia sé stesso. Forse ha capito tutto della vita! In realtà i maschi di leone chiudono e controllano il gruppo, in particolar modo i cuccioli, e rivestono un ruolo fondamentale nella loro “educazione” e socializzazione, oltre ad essere determinanti nell’abbattere grandi animali durante la caccia. Poi quando un maschio adulto ruggisce a 5 metri da te che sei nascosto in un hide – un buco scavato nella terra con divani, tè e caffè per poter osservare gli animali in tutta sicurezza al livello del suolo, protetto da grate – e ti tremano i polmoni ad ogni suo suono…beh che dire…ho altro da aggiungere? Questa è la mia casa, il bush, il posto dove mi sento sempre a mio agio.
Poi quando tutti gli ospiti sono andati a letto, rimaniamo a chiacchierare noi tre e, alla fine, tra una iena bruna che viene ad abbeverarsi, un rinoceronte nero che viene a darci la buonanotte e (le ho viste una volta sola) due giraffe maschi che combattono per la supremazia su una femmina, d’altronde poco interessata allo scambio tra i due, mi dicono sempre: “va beh noi andiamo a dormire, le luci sai dove sono, spegnile tu per favore!”

E il BIG MAN spegne le luci, se ne va nella sua tenda, ad ascoltare i rassicuranti rumori della savana africana, non senza aver prima salutato il bush.

black rhino africa safari
Rinoceronte Nero - Black Rhino  Diceros bicornis -  Somewhere in Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved