Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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venerdì 23 gennaio 2015

Poche idee, ma ben confuse. Pensieri e riflessioni a casaccio: UNA NUOVA AVVENTURA

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le da’ forma.”
Anatomia dell’irrequietezza. Bruce Chatwin

@Namib desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Parlare dell’inizio di una nuova avventura non è facile, in primis perché non hai idea di dove ti porterà e quindi non puoi certo trasmettere altro che incertezza, in secondo luogo perché sei talmente pieno di emozioni che fai fatica a metterle a fuoco e quindi a descriverle.

Io non mi arrendo mai. 

E quindi ho deciso di provare a descrivervi come mi sento in questo momento. Come direbbe il mio amico Jack, bresciano trasferitosi prima a Barcelona e ora a New York: “alla grande, cazzo!” (pronunciato con un “leggerissimo” accento bresciano e ad un volume di voce intollerabile per qualsivoglia persona civile sulla faccia della terra) con un sorriso che si allarga di millimetro in millimetro, sempre di più e sembra non arrivare mai alla fine.

Ecco io mi sento così.

Ho scoperto, nella mia meraviglia a dirla tutta, che io sto proprio bene con una valigia sempre pronta e un biglietto aereo in mano, la mia mente si amplia, cambio rapidamente mentalità inserisco il mode adventure: ON.

E sono felice.

@Damaraland - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Mi sembra che i limiti non esistano e che infinite possibilità siano alla mia portata, o comunque meno complicate e raggiungibili. In ogni modo vada, anche se potrebbe essere difficile, beh sarà un’avventura stupenda. Il fallimento non mi risulterebbe un dramma, il cambiamento non una difficoltà, l’adattamento molto più semplice. In biologia direi che mi evolvo ogni volta che parto e se posso azzardarmi direi che per me il viaggio risulta essere curativo, rigenerante, corroborante.

Nei giorni immediatamente precedenti la partenza si hanno sempre mille cose da fare: sistemare i documenti, aumentare o diminuire, nel mio caso le cose da portare, a me piace viaggiare leggero, senza ducentoquarantamila cose inutili, solo quelle essenziali, ma devo dire che subisco sempre un po’ lo stress. Eh sì, non ne sono ancora immune, lo stress pre - partenza può essere micidiale e capita a tutti, io ho imparato a gestirlo abbastanza bene. Poi d’improvviso in un attimo sei in viaggio e la cosa diventa di una normalità pazzesca, quasi naturale, spontaneo ed essenziale. Tutta una serie di pensieri pessimistici e vuoti di significato che prima ti apparivano come fondanti, ora non sono altro che passati, sei non più proiettato in avanti, sei avanti, stai andando e non ti fermerai. È meraviglioso. E non c’entra la meta, quella poco importa, anzi è del tutto ininfluente, è la maniera di affrontare la vita che cambia. È ciò che mi fa stare davvero bene, davvero pieno, è scoprire e meravigliarsi, capire e stupirsi, cercare e meditare nello stesso tempo. E se anche non lo affronti con questa profondità d’animo, poco importa, ti farà bene lo stesso.

Io ho sempre avuto uno spirito un po’ pesante, avrei voluto vivere in maniera più leggera tutto, ma non ci riesco proprio, è un po’ caratteriale anche, c’è chi mi dice che è profondità d’animo, ma io credo sia più un tratto caratteristico della mia personalità. In viaggio invece mi rendo conto che il mio spirito diventa più leggero, più sereno e meno angosciato.
Non fraintendetemi, non è che sono uno pesante. 
“e questo lo dici tu!!” “ah grazie per la fiducia!” “figurati! Dovere…” 
ma sono sempre stato un po’ più serio, almeno sulle cose importanti e meno superficiale degli altri, ma questo ha sempre comportato un prezzo da pagare: tremblements dello spirito da scosse di terremoto. 

Irrequieto lo sono sempre stato e la spinta all'esplorazione l’ho sempre avuta, un po’ mi deriva dai miei genitori (chi sono) un po’ invece dalle domande che mi pongo e dalle risposte che non trovo.

@Namib desert - Namibia ©Andrea Pompele All Rights Reserved
Oltre da una curiosità a volte imbarazzante verso ogni luogo del pianeta. Prediligo i posti naturali, con spettacoli della natura incredibili o meno scontati, ma mi piacciono anche le città, per carità! E i movimenti che esse portano e come mi stimolano, nella creatività e nel corpo. Sì sì proprio così, divento più carino, meno grigio, la mia espressione cambia e il mio sorriso si allarga. Perfino la postura del corpo megliora! Ah i benefici del viaggio!

Ho deciso nella mia vita di impostare il viaggio come un’avventura e tale sempre è e sarà nella sua essenza, ma io cerco di vivermela al meglio delle mie possibilità. Non sono un tipo stanziale, non riesco più di tanto a stare fermo, ho capito che non sono fatto per questo. Sbaglio? Forse. Non mi pongo più di tanto il problema, si vedrà la vita è una sola ed è avventura. Per tutti. Ognuno sceglie la sua avventura.

Io ne inizio una proprio questa notte, c’è un aereo da prendere, un nuovo posto da scoprire, nuove persone da incontrare, non importa che siano come quelle di prima, meglio, peggio, le aspettative non sono importanti, quelle degli altri men che meno, le mie non devono condizionarmi. Solo così si può esplorare davvero.  
ENGLISH VERSION

Talking about the beginning of a new adventure is not easy, primarily because you have no idea where it will take you and then you certainly cannot convey nothing but uncertainty, secondly because you are so full of emotions that you find it difficult to put them in focus and then to describe them.

I never give up.  

So I decided to try to describe how I feel right now. My friend Jack, moved from Brescia first to Barcelona and now in New York City, usually says "wonderful!" (pronounced with a "slight" Brescian accent and a volume of voice intolerable for any civilized person on earth) with a smile that widens millimeter in millimeters, more and more, and never seems to come to an end.

I feel like that. Literally.

I discovered, with my surprise to be honest, I'm just fine with a suitcase always ready and a plane ticket in my hand, my mind is expanded, rapidly changing mentality and the adventure mode is: ON.

I'm happy.

It seems to me that the limits do not exist and infinite possibilities are within my reach, or at least less complicated and achievable. Anyway go, even though it might be difficult, well,  will be a wonderful adventure. The failure did not result in a drama, the change is not a difficulty, adaptation is much easier. In biology, I would say that I evolve every time I leave and for me the journey turns out to be healing, rejuvenating, invigorating.

The days immediately preceding the start are always plenty to do: fix the documents, increase or decrease, in my case things to bring, I like to travel light, without useless things, only the essential ones, but I have to say that I suffer always a little 'stress. Oh yes, I'm still not immune, stress pre - departure can be deadly and it happens to everyone, I have learned to handle it pretty well. Then suddenly in a moment you're traveling and it becomes normal , almost natural, spontaneous and essential. A whole series of pessimistic thoughts and empty of meaning that you appeared as founding, now are just gone, you're no longer thrown forward, you're on, you're going and you will not stop. It's wonderful. It’s not about the destination, that matters little, so it's completely irrelevant, is the way to deal with life-changing. It's what makes me feel really good, really full, you discover and wonder, understand and try to meditate at the same time. And even if you deal with this depth of soul, it does’nt matter, you will do fine.

I've always had a little 'heavy spirit, I wanted to live more lightly all over, but I can not really, it's a little' character orientated also, people tell me that is the depth of mind, but I think it’s more a feature of my personality. Traveling, on the other hand, I realize that my spirit becomes lighter, calmer and less anxious. 
Don’t get me wrong, it's not that I'm a heavy person, boring or like that. 
"you say that!!" "ah thanks for the confidence!" "no problem! Duty ... "
but I've always been a bit 'more serious, at least on the important things and less superficial than others, but this has always involved a price to pay: tremblements of the spirit such as earthquakes. 
I’m restless and always with an impetus to exploration, it comes a little from my parents (chi sono) a bit' instead of the questionsthat  I ask myself and I don’t find the answers. 

Apart from a curiosity to any place on the planet. I prefer the natural places, with incredible spectacles of nature but I also like the cities, the movements that they carry and how they stimulate me, in creativity and in the body. Yes yes just like that, I become nicer, less grey, my expression changes and my smile widens. Even body posture is better! Ah the benefits of the trip!

I decided in my life to set the trip as an adventure and that always is and will be in its essence, but I try to live it in the best way possible. I'm not a settled person, I can not sit still too much, I realized I'm not made for this. Am I wrong? Maybe. You know, life is only one and it's adventure. For everyone. Everyone chooses his adventure.


I will start a new one this night, there's a plane to catch, new places to discover, new people to meet, no matter that they are like those of before, better, worse, the expectations are not important, those of other people, neither, and I don’t want that mines can condition my vision. Just so you can really explore.

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